Nel marzo 2019 Electronic Arts annunciava il licenziamento di 350 dipendenti, in un periodo già segnato da tagli in tutto il settore, a partire da quelli di Activision-Blizzard. Ecco come venne raccontata la notizia all’epoca e che cosa è successo a EA da allora.
I tagli a marketing e publishing
Fondata il 28 maggio 1982, EA sviluppa, pubblica e distribuisce videogiochi in tutto il mondo. Come riportava Kotaku, i 350 licenziamenti riguardavano soprattutto le divisioni marketing e publishing. L’azienda definì la scelta dura ma necessaria, legata a una riorganizzazione interna.
Le parole della dirigenza
Il messaggio diffuso internamente non nascondeva le difficoltà del momento:
Abbiamo l’obiettivo di diventare la compagnia di videogiochi migliore del mondo e, se dobbiamo essere onesti, al momento non lo siamo. Abbiamo del lavoro da fare con i nostri giochi, sulle relazioni con i giocatori e sul nostro business.
La dirigenza indicava alcune priorità: alzare la qualità di giochi e servizi, portare i contenuti su più piattaforme, migliorare gli strumenti del motore Frostbite e ridurre la distanza con la community.
Che cosa è successo dopo
EA ha superato quel passaggio difficile e ha continuato a crescere. Nel 2021 ha acquisito studi come Codemasters, nel 2023 ha trasformato la storica serie calcistica FIFA in EA Sports FC dopo la fine dell’accordo con la federazione, e ha affrontato nuovi riassetti con ulteriori tagli tra il 2023 e il 2024. I licenziamenti del 2019 restano uno dei primi segnali di una fase di ristrutturazioni che ha toccato gran parte dei grandi editori. Per altre notizie sul settore, la sezione Attualità videogiochi e la categoria Videogiochi di SubwayPress raccolgono gli aggiornamenti.
I giochi EA da recuperare
Chi vuole scoprire il catalogo dell’editore può dare un’occhiata a EA Sports FC o alla serie gestionale The Sims, due tra le proprietà più note dell’azienda.
