Nella primavera del 2019 un dettaglio nascosto in Tom Clancy’s The Division 2 alimentò le ipotesi sul capitolo successivo di Assassin’s Creed. Ubisoft ha spesso disseminato riferimenti a progetti non ancora annunciati all’interno dei propri giochi già in commercio, e questa volta non fece eccezione. Un poster individuato in una stanza del JFK Center, nella Washington colpita dalla pandemia del gioco, sembrava indicare la direzione della saga.
Un poster nascosto in The Division 2
Il riferimento venne notato dallo youtuber JorRaptor, che lo mostrò in un video dedicato. Il manifesto ritraeva una figura – forse un templare, forse un assassino – con in mano uno dei Frutti dell’Eden, gli artefatti lasciati dall’antica civiltà degli Isu che attraversano l’intera serie di Ubisoft. Accanto all’immagine spiccava una scritta: Valhalla, il regno in cui, nella mitologia norrena, finivano i guerrieri caduti in battaglia.
Il richiamo alla mitologia norrena
All’epoca il dettaglio bastò a far pensare a un’ambientazione vichinga per il nuovo Assassin’s Creed, dopo i viaggi nell’Antico Egitto di Assassin’s Creed Origins e nella Grecia classica di Odyssey. La presenza di un Frutto dell’Eden e il riferimento al Valhalla sembravano collegare la storia moderna del franchise alle saghe scandinave, un terreno che la serie non aveva ancora esplorato in un capitolo principale.
Com’è andata a finire
L’indiscrezione si rivelò fondata. Ubisoft annunciò ufficialmente Assassin’s Creed Valhalla il 30 aprile 2020 e lo pubblicò il 10 novembre 2020 su PC, PlayStation, Xbox e Stadia. Il gioco portava i giocatori nell’Inghilterra del IX secolo nei panni di Eivor, a capo di un insediamento vichingo, confermando quindi l’ambientazione nordica suggerita da quel poster. Tutti i dettagli sul titolo sono raccolti nella scheda di Assassin’s Creed Valhalla.
Chi vuole recuperare il gioco può trovarlo ancora oggi: ecco Assassin’s Creed Valhalla nelle sue varie edizioni, oltre a Assassin’s Creed Mirage, il capitolo successivo della serie.
