Durante la conferenza E3 2019, Ubisoft ha svelato Uplay+, il suo servizio in abbonamento pensato per dare accesso all’intero catalogo dell’editore su PC. La formula richiamava da vicino l’idea alla base di Xbox Game Pass e di EA/Origin Access, ma con una differenza sostanziale: la promessa di includere anche le nuove uscite fin dal primo giorno.
Cosa offriva Uplay+
Al momento dell’annuncio, Ubisoft parlava di oltre cento giochi disponibili al lancio, comprese le edizioni premium e i contenuti aggiuntivi. Il prezzo fissato era di 14,99 euro al mese, con la possibilità di sospendere e riattivare l’abbonamento in qualsiasi momento. Il servizio prometteva l’accesso ai titoli più recenti, come Ghost Recon Breakpoint e Watch Dogs: Legion, senza costi aggiuntivi rispetto alla quota mensile.
Dal lancio alla trasformazione in Ubisoft+
All’epoca la data indicata era il 3 settembre 2019, quando Uplay+ ha effettivamente debuttato su PC con un mese di prova gratuito. Negli anni successivi il servizio è stato rinominato Ubisoft+ e ha ampliato la propria offerta, arrivando anche al cloud gaming e a piattaforme esterne, oltre a suddividersi in più livelli di abbonamento con cataloghi differenti. L’idea presentata all’E3 si è così consolidata in un ecosistema molto più esteso.
Un tassello nella corsa agli abbonamenti
La mossa di Ubisoft si inseriva in una tendenza che avrebbe segnato l’intero decennio: il passaggio dal possesso del singolo gioco all’accesso a un catalogo. È una direzione che l’azienda ha continuato a seguire, come raccontiamo nell’analisi sulla possibile vendita di Ubisoft. Per un quadro delle novità più recenti del settore resta utile il nostro speciale sulla Gamescom 2026.
