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Recensione di Fear Effect Sedna

A diciannove anni dalla sua prima apparizione, la serie Fear Effect torna sulle console con un terzo capitolo, Fear Effect Sedna. Sviluppato dallo studio francese Sushee e pubblicato da Square Enix attraverso il programma Collective dopo una campagna Kickstarter andata a buon fine, il gioco è arrivato il 6 marzo 2018 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Rispetto ai primi due episodi, survival horror con inquadrature fisse, questa iterazione cambia pelle e adotta una visuale isometrica con impostazione tattica.

Una direzione artistica noir molto riuscita

La prima cosa che colpisce è la direzione artistica, capace di dipingere un mondo distopico dalle fortissime tinte noir. Il design dei personaggi porta quasi in vita degli anti-eroi privi di una morale netta, figure che si muovono su scale di grigi a causa di trascorsi pesanti, i quali incidono sulle scelte del presente. Il cel shading regge l’intero impianto visivo e dà coerenza a un immaginario che deve molto al cinema di genere. La narrazione è cinematografica e, cosa non scontata, continua a evolversi anche durante il gioco, senza restare confinata alle sole scene d’intermezzo.

Un gameplay tattico da coordinare in quattro

Il gameplay si presenta impegnativo senza mai risultare frustrante. Il giocatore deve gestire e coordinare le azioni di un party di quattro personaggi in contemporanea. Le armi principali dispongono di munizioni illimitate, mentre le abilità speciali di ciascun personaggio hanno un uso limitato, ricaricabile raccogliendo specifici oggetti nei livelli o rovistando fra i cadaveri dei nemici abbattuti. Accovacciandosi si può osservare il campo visivo degli avversari: le guardie hanno una semplice visuale a cono, mentre i droni vedono a 360 gradi.

Durante gli scontri a fuoco entra in gioco una comoda pausa tattica, che permette di impartire ordini ai membri del team con calma. Ogni personaggio conta su abilità uniche, ma affidarsi sempre ai fucili spianati non è la scelta più saggia: ogni nemico infligge un buon numero di danni, quindi conviene ridurre le forze avversarie con un approccio stealth prima di optare per l’attacco diretto. Il gioco non si riduce ai soli scontri a fuoco, perché propone anche enigmi ambientali e sezioni che richiedono la cooperazione fra i personaggi. Il sovrannaturale, rispetto al passato, risulta meno sensazionale e più funzionale alla sospensione dell’incredulità.

Quello che non convince del tutto

Non tutto funziona alla perfezione. Gli scontri corpo a corpo risultano a tratti eccessivamente punitivi, e il posizionamento dei checkpoint, spesso troppo distanti fra loro, costringe a ripetere lunghe sezioni in caso di game over. Pesa anche l’assenza di un salvataggio manuale, sostituito da un semplice auto-salvataggio. La meccanica del Fear Effect, pensata per aumentare l’empatia con i personaggi, si fa sentire poco: compare come un elettroencefalogramma in alto a sinistra dello schermo e il battito cardiaco cresce nelle situazioni concitate per poi tornare normale una volta superata la minaccia, ma il suo impatto reale sul gioco è minimo. La relazione tra le protagoniste Hana e Rain, invece, è gestita con più maturità rispetto al passato.

Conclusione

Fear Effect Sedna è un ritorno che va oltre la semplice nostalgia. Il cambio di prospettiva verso il tattico isometrico funziona, sorretto da una direzione artistica di forte carattere e da una scrittura che tratta i suoi anti-eroi con la giusta ambiguità. Alcune scelte di design, dal salvataggio automatico ai checkpoint lontani, ne limitano il potenziale, ma chi ha amato la saga o cerca un action tattico dalle atmosfere noir troverà un titolo con una sua identità precisa.

Per altre recensioni e approfondimenti trovate la nostra sezione Videogiochi su SubwayPress. Informazioni sul gioco sul sito di Square Enix.

Vedi anche la scheda tecnica di Fear Effect Sedna su SubwayPress.

Punti positivi

  • Direzione artistica noir e cel shading di grande personalità
  • Narrazione cinematografica che prosegue durante il gameplay
  • Sistema tattico con party di quattro personaggi e pausa per gli ordini
  • Buona varietà tra scontri, stealth ed enigmi ambientali

Punti negativi

  • Combattimenti corpo a corpo a volte troppo punitivi
  • Checkpoint distanti e assenza di salvataggio manuale
  • La meccanica del Fear Effect resta poco incisiva
Verdetto
Un ritorno tattico dalla forte personalità artistica, penalizzato da qualche scelta di design come i checkpoint distanti e l’assenza del salvataggio manuale. Consigliato a chi cerca un action noir con una sua identità.
7
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L'autore
Nato a roma ma di sangue nordico, questo loquace individuo è sempre alla ricerca di titoli molto orientati allo storytelling, ex redattore di riviste come PS Mania e di testate come GameTime, trascorre il suo tempo libero scrivendo di tanto in tanto sulle pagine di Game Universe Italia.
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