Con Pokémon Spada e Scudo, la serie di Game Freak ha messo piede per la prima volta su una console casalinga, portando l’avventura da allenatore su Nintendo Switch. L’attesa era enorme e le aspettative altrettante: una nuova generazione, una regione inedita e la promessa di un salto tecnico e strutturale. Il risultato è un gioco solido e piacevole, che introduce idee interessanti ma porta con sé anche alcune scelte discusse.
Galar, una regione ispirata al Regno Unito
L’avventura si svolge nella regione di Galar, chiaramente ispirata al Regno Unito, tra campagne verdi, cittadine industriali e stadi gremiti di tifosi. Proprio lo sport fa da cornice alla storia: la sfida delle palestre diventa un vero e proprio campionato, con incontri celebrati davanti al pubblico in grandi arene. È una cornice che dà personalità al viaggio e che si sposa bene con il tono festoso della nuova generazione. Il ritmo dell’avventura resta abbastanza lineare, guidato di città in città, ma i panorami e le musiche accompagnano il giocatore con la solita cura della serie. Per il quadro completo del gioco resta utile la nostra scheda di Pokémon Spada e Scudo.
Dynamax e Gigantamax: le nuove trasformazioni
La novità più visibile è il Dynamax, il meccanismo che permette di ingigantire i propri Pokémon per tre turni, aumentandone la potenza e sbloccando mosse speciali chiamate Dynamax. Alcune specie dispongono inoltre della forma Gigantamax, con un aspetto ridisegnato e una mossa unica. È un’idea scenografica, pensata soprattutto per gli scontri nelle palestre e per le battaglie cooperative, che introduce un piccolo livello tattico in più: decidere quando attivare la trasformazione può ribaltare l’esito di un incontro. Rispetto alle Megaevoluzioni e alle Mosse Z delle generazioni precedenti, il Dynamax risulta più immediato e spettacolare, anche se meno profondo dal punto di vista della personalizzazione.
Wild Area e Raid Dynamax: un primo passo verso l’apertura
La Wild Area è forse il contributo più importante del gioco al futuro della serie. Si tratta di un’ampia zona aperta, con telecamera libera, meteo variabile e Pokémon selvatici visibili direttamente sulla mappa. Qui il giocatore può esplorare, catturare specie diverse a seconda delle condizioni atmosferiche e affrontare i Raid Dynamax, sfide cooperative fino a quattro allenatori contro un Pokémon gigante. È una boccata d’aria fresca in una struttura tradizionalmente molto guidata, e getta le basi per le mappe più aperte dei capitoli successivi. Non è priva di difetti tecnici, con qualcosa da rivedere sul fronte della resa visiva a distanza, ma il senso di libertà che offre è tangibile e ben riuscito.
Comodità e ritmo dell’avventura
Sul piano della fruibilità, Spada e Scudo compiono diversi passi avanti. La condivisione dell’esperienza è ora automatica per tutta la squadra, la gestione della Box dei Pokémon è più rapida e accessibile durante l’avventura, e l’interfaccia risulta pulita e leggibile sul grande schermo. Sono accorgimenti che rendono il gioco adatto tanto ai veterani quanto ai nuovi arrivati, coerentemente con la vocazione accogliente del marchio. Chi cerca una sfida elevata potrebbe trovare la curva di difficoltà piuttosto morbida, ma il post-game e le battaglie online offrono margini di approfondimento per gli appassionati di competitivo.
La questione “Dexit” e le critiche
Non si può parlare di Spada e Scudo senza affrontare la polemica più accesa: la scelta di non includere l’intero Pokédex nazionale. La decisione di limitare le specie trasferibili ha generato la controversia soprannominata “Dexit“, con una parte della community delusa dall’impossibilità di portare tutti i propri Pokémon storici. A questa si è aggiunta la critica di chi ha accusato lo studio di riutilizzare modelli e animazioni delle versioni precedenti. Sono osservazioni legittime, che spiegano il forte divario tra il giudizio della stampa e quello di una fetta di giocatori. Va detto che, sul piano dell’esperienza di gioco vera e propria, l’avventura resta godibile e ben confezionata; la questione riguarda soprattutto le aspettative riposte nel primo Pokémon per console casalinga.
Vendite e accoglienza
Nonostante le polemiche, il successo commerciale è stato enorme: oltre sei milioni di copie nel solo weekend di lancio, record per un gioco su Switch all’epoca, e più di 27 milioni di copie complessive negli anni, tra i capitoli più venduti dell’intera serie. Sul fronte critico, il gioco ha raccolto una media stampa attorno all’81 su 100, con lodi per l’esplorazione della Wild Area e per le migliorie alla fruibilità, e riserve sulla mancanza di vera innovazione. Il completamento della proposta è arrivato in seguito con l’Expansion Pass, diviso nei contenuti “L’isola dell’armatura” e “Le terre innevate della corona”, che hanno ampliato mappa e Pokédex.
Il trailer di lancio
Verdetto
Pokémon Spada e Scudo è un buon punto di partenza per la serie su Switch: la Wild Area, il Dynamax e le tante comodità moderne indicano una direzione promettente, mentre la struttura resta accogliente e godibile. Le scelte legate al Pokédex e una certa prudenza nell’innovazione ne frenano lo slancio, ma per chi cerca un’avventura Pokémon classica, curata e adatta a tutti, il gioco mantiene ciò che promette. Un capitolo di transizione riuscito, che ha preparato il terreno alle evoluzioni successive del marchio. Se ami la serie, dai un’occhiata anche alle novità sul futuro dei giochi Pokémon.
Dove acquistarlo
Fonti: dati di vendita e accoglienza critica riportati da Nintendo/The Pokémon Company e dalle principali testate di settore.
