Sea of Thieves è cambiato molto nel tempo e, per il capo di Xbox Phil Spencer, quella evoluzione graduale racconta bene come Xbox Game Pass abbia ridefinito il rapporto tra gli studi e i giocatori. In un’intervista a Kotaku, Spencer collegò la crescita del gioco alla presenza nel servizio fin dal day one e al peso del feedback della community.
Il valore del feedback
Spencer ricordò le critiche del lancio, con la sensazione diffusa che mancasse metà del gioco, e sostenne che proprio l’ascolto costante avesse permesso al titolo di Rare di diventare qualcosa di più ricco. Avere Sea of Thieves tra i primi giochi disponibili al day one su Game Pass, spiegò, cambiò il modo stesso di misurare il coinvolgimento dei giocatori.
Come è cresciuto Sea of Thieves
Uscito nel marzo 2018, Sea of Thieves ha continuato ad allargarsi con aggiornamenti gratuiti, dall’Anniversary Update del 2019 fino alle Stagioni e alle Avventure a episodi. Negli anni ha superato i quaranta milioni di giocatori, diventando uno dei maggiori successi di Rare e un esempio ricorrente del modello Game Pass.
Da esclusiva a multipiattaforma
La parabola del gioco si è spinta oltre le previsioni del 2019: nel 2024 Sea of Thieves è approdato anche su PlayStation 5, uno dei passi più netti della strategia multipiattaforma di Xbox. Un percorso che conferma la lettura di Spencer, per cui la crescita continua conta più del giorno del lancio. Altre notizie su Xbox e sui servizi in abbonamento nella sezione Videogiochi.
