La corsa agli RPG giapponesi su dispositivi mobili non si fermava, e tra i protagonisti c’era Square Enix. L’editore e sviluppatore della saga di Final Fantasy aveva annunciato un nuovo episodio della serie pensato per smartphone e tablet: Final Fantasy: Artniks Dive.
Final Fantasy: Artniks Dive
Il gioco puntava soprattutto sull’aspetto sociale. Combattimenti, crafting, sistema di job e raccolta di loot erano gli ingredienti principali, con un’impostazione che favoriva la cooperazione tra i giocatori. Al momento dell’annuncio i dettagli restavano pochi, ma la direzione era chiara: un’esperienza di gruppo, costruita attorno alle sessioni brevi tipiche del mobile. Il titolo riprendeva la formula del precedente Final Fantasy Artniks, il card battle game pubblicato in Giappone qualche anno prima.
La spinta di Square Enix verso il mobile
All’epoca la scelta faceva discutere: i grandi editori storici degli RPG console pubblicavano sempre meno produzioni per le piattaforme tradizionali e spostavano energie sul mobile, dove il modello free-to-play garantiva ricavi costanti. Square Enix era tra i più attivi in questo campo, con una lunga serie di spin-off dedicati alle applicazioni. Chi cercava invece i grandi capitoli poteva guardare alle uscite console, come Final Fantasy XV e, più avanti, Final Fantasy XVI.
Un’uscita pensata per il Giappone
Final Fantasy: Artniks Dive aveva una finestra d’uscita fissata per l’estate in Giappone. Come la maggior parte dei titoli mobile della serie, restava un prodotto legato al mercato nipponico, con poche possibilità di arrivare in Occidente. La storia di questi giochi lo ha poi confermato: molti spin-off per smartphone, basati su server dedicati, sono stati chiusi dopo qualche anno di attività, destino toccato anche a diversi episodi Artniks.
