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BepiColombo è vicina: la sonda ESA-JAXA in orbita attorno a Mercurio a novembre 2026

Dopo otto anni di viaggio attraverso il Sistema solare, la sonda BepiColombo è ormai vicina alla meta. La missione congiunta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) deve entrare in orbita attorno a Mercurio il 21 novembre 2026. Si tratta di un appuntamento importante per lo studio del pianeta più vicino al Sole, rimasto a lungo in secondo piano rispetto agli altri mondi del Sistema solare.

Un appuntamento atteso dal 2018

Lanciata nell’ottobre 2018 dalla base di Kourou, BepiColombo ha percorso diversi miliardi di chilometri, moltiplicando i sorvoli ravvicinati della Terra, di Venere e della stessa Mercurio per correggere la propria traiettoria. Rallentare quando ci si avvicina al Sole è infatti molto più complicato che accelerare, perché la sonda deve contrastare l’enorme attrazione della nostra stella. L’inserimento in orbita, previsto per la fine di novembre, segnerà l’inizio della vera fase scientifica, dopo anni di crociera nello spazio.

Due orbiter per studiare Mercurio

BepiColombo riunisce in realtà due sonde complementari. Il Mercury Planetary Orbiter (MPO), costruito e gestito dall’ESA, si occuperà di cartografare la superficie, analizzare la composizione del suolo e studiare la struttura interna del pianeta. Il Mio (Mercury Magnetospheric Orbiter), realizzato dalla JAXA, studierà invece il campo magnetico e l’ambiente di particelle che circonda Mercurio. Dopo l’inserimento del 21 novembre, la separazione dei due orbiter è prevista attorno al 10 dicembre 2026, quando ciascuno raggiungerà la propria orbita dedicata.

Un percorso pieno di ostacoli

Il viaggio non è stato privo di difficoltà. Nell’aprile 2024 gli ingegneri hanno rilevato che i propulsori elettrici del modulo di trasferimento non funzionavano più alla massima potenza. L’anomalia ha costretto il team a rivedere la traiettoria e a rimandare l’arrivo, inizialmente previsto per la fine del 2025, a novembre 2026. I sorvoli aggiuntivi di Mercurio hanno comunque regalato immagini ravvicinate inedite e hanno confermato che la strumentazione restava pienamente operativa.

Mercurio, un pianeta ancora ricco di misteri

Prima di BepiColombo soltanto due missioni hanno visitato Mercurio: la Mariner 10 negli anni Settanta e poi la MESSENGER della NASA, rimasta attiva fino al 2015. Il pianeta incuriosisce per il suo nucleo metallico sproporzionato, per le enormi scarpate che ne segnano la superficie e per la sorprendente presenza di ghiaccio sul fondo di crateri polari mai raggiunti dalla luce solare. I dati raccolti dai due orbiter dovrebbero aiutare a capire come Mercurio si sia formato così vicino al Sole. Per seguire le prossime tappe dell’esplorazione spaziale puoi consultare la nostra sezione scienza e gli articoli di astronomia. Maggiori informazioni ufficiali sono disponibili sul sito dell’ESA.

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