Uno dei temi più discussi in vista di PlayStation 5 riguardava la retrocompatibilità con la libreria PS4. All’epoca Sony non aveva ancora spiegato nel dettaglio come sarebbe stata realizzata, ma alcuni brevetti offrivano indizi interessanti.
Cosa suggerivano i brevetti
Stando agli aggiornamenti delle pagine dei brevetti di Sony, PS5 avrebbe eseguito «adattamenti in tempo reale di parametri operativi» specifici per la retrocompatibilità. In pratica l’obiettivo non era soltanto far girare i giochi PS4 sul nuovo hardware, ma anche migliorarne le prestazioni dove possibile, sfruttando la maggiore potenza della console.
Il controllo lasciato agli sviluppatori
I documenti lasciavano intendere anche un margine di intervento per gli studi. Uno sviluppatore avrebbe potuto agire su alcuni parametri della console per avvicinare il comportamento del gioco alla versione originale PS4, oppure, al contrario, ottimizzarlo per ottenere un risultato migliore rispetto alla vecchia generazione. Un doppio binario che prometteva flessibilità.
Com’è andata con PS5
Dopo il lancio del novembre 2020, PS5 si è rivelata compatibile con la grande maggioranza dei giochi PlayStation 4. La funzione Game Boost ha aiutato molti titoli a girare in modo più fluido, con frame rate più stabili e tempi di caricamento ridotti grazie all’SSD. Le premesse dei brevetti, insomma, hanno trovato una conferma concreta. Trovi altre notizie sull’hardware e sui giochi nella rubrica Videogiochi.
