I Rabbids, conosciuti in Francia come Lapins Crétins, sono nati nel 2006 come spin-off della serie Rayman e nel giro di pochi anni sono diventati uno dei marchi più riconoscibili di Ubisoft. La loro evoluzione da semplici comprimari a protagonisti di videogiochi, serie animate e persino un film crossover con Nintendo racconta una delle storie di successo più improbabili dell’industria videoludica. Rabbids Invasion, lanciato nel 2014 su PlayStation 4, Xbox One e le rispettive console di generazione precedente, rappresenta un capitolo importante di questa storia.
Dalle origini con Rayman alla serie autonoma
Tutto è cominciato con Rayman Raving Rabbids, un party game che doveva essere un’avventura platform tradizionale per il lancio della Nintendo Wii. Durante lo sviluppo, i buffi conigli bianchi con gli occhi spiritati hanno rubato la scena al protagonista principale, e Ubisoft ha deciso di trasformare il gioco in una raccolta di minigiochi basata sui controlli di movimento. Il successo è stato immediato: il pubblico ha adorato l’umorismo demenziale dei Rabbids, le loro urla acute e il caos che portano ovunque vadano. Da quel momento, Rayman e i Rabbids hanno preso strade separate.
Tra il 2007 e il 2012, Ubisoft ha pubblicato numerosi titoli dedicati ai Rabbids, quasi tutti incentrati sulla formula del party game con minigiochi. Rabbids Go Home del 2009 ha provato a cambiare direzione, proponendo un’avventura umoristica in cui i conigli tentano di raggiungere la Luna accumulando oggetti in un carrello della spesa gigante. Il risultato è stato un gioco divertente e originale, ma le vendite non hanno raggiunto le aspettative di Ubisoft, che è tornata rapidamente alla formula collaudata dei minigiochi.
Rabbids Invasion: il ponte tra TV e videogiochi
Rabbids Invasion del 2014 è nato come estensione interattiva della serie animata omonima, trasmessa su Nickelodeon. Il gioco utilizzava le telecamere PlayStation Camera e Xbox Kinect per inserire i giocatori direttamente negli episodi della serie, creando un’esperienza ibrida tra visione televisiva e videogioco. I bambini potevano interagire con i Rabbids in tempo reale, lanciare oggetti virtuali e partecipare a minigiochi multiplayer fino a quattro giocatori.
L’idea era ambiziosa: unire due media in un prodotto che funzionasse sia come intrattenimento passivo che attivo. Il risultato ha avuto un riscontro positivo soprattutto tra le famiglie con bambini piccoli, il target principale a cui Ubisoft mirava con questo titolo. La formula della serie TV interattiva ha anticipato, in un certo senso, le esperienze ibride che piattaforme come YouTube e Netflix avrebbero esplorato negli anni successivi con i contenuti interattivi.
L’eredità dei Rabbids: da Mario + Rabbids al cinema
Il vero rilancio dei Rabbids è arrivato nel 2017 con Mario + Rabbids Kingdom Battle, uno strategico a turni sviluppato da Ubisoft Milan in collaborazione con Nintendo. Nessuno si aspettava che un crossover tra i caotici conigli e l’universo di Super Mario potesse funzionare come gioco tattico, eppure il titolo ha ricevuto recensioni eccellenti e ha venduto milioni di copie su Nintendo Switch. Il sequel, Mario + Rabbids Sparks of Hope del 2022, ha confermato che la formula funziona e che i Rabbids, quando inseriti nel contesto giusto, possono essere molto più che semplici mascotte da party game.
Dai minigiochi per Wii alla strategia a turni con Mario, passando per serie animate e giochi a realtà aumentata, i Rabbids hanno dimostrato una versatilità rara nel panorama videoludico. La loro forza sta nella semplicità del concept: personaggi folli, umorismo fisico universale e una capacità innata di adattarsi a qualsiasi formato. Per Ubisoft, quei conigli urlanti nati per caso dentro un gioco di Rayman si sono rivelati una delle proprietà intellettuali più longeve e redditizie del catalogo.
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