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Recensione di Just Cause 4

Il genere degli open world si è arricchito negli anni di nuovi esponenti: l’ultimo, e non certo il meno importante, è quel Red Dead Redemption 2 che lo scorso ottobre ha scosso il mercato con la sua carica innovatrice. In un panorama sempre più affollato si inserisce anche la serie che ha per protagonista l’agente Rico Rodriguez, ovvero Just Cause. Avalanche Studios torna sotto i riflettori con un quarto capitolo ricco di novità, pubblicato da Square Enix il 4 dicembre 2018 su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Il rampino, lo strumento centrale

La prima novità è senza dubbio il rampino. Grazie a tre modifiche speciali ora può essere usato per sollevare in aria gli oggetti, per dotarli di mini propulsori e spostarli, e infine come tirante fra due elementi collegati fra loro. Le tre funzioni sono a loro volta potenziabili man mano che si procede con l’avventura: si possono impostare la potenza dei razzi, il ritardo di attivazione, il numero di cavi collegabili. Il risultato è un sistema che permette di improvvisare soluzioni assurde a problemi banali, e che diventa il vero strumento espressivo del giocatore.

Un serbatoio del carburante agganciato a un elicottero nemico, un generatore spedito in orbita, un blindato ribaltato con due tiranti tesi al momento giusto: sono situazioni che il gioco non prevede in modo esplicito, ma che nascono dalla combinazione di regole semplici. È qui che Just Cause 4 dà il meglio, e la libertà di sperimentare regge per decine di ore.

Il comparto tecnico e il clima

Tecnicamente il gioco è una festa per gli occhi, grazie a un motore grafico completamente nuovo — l’Apex Engine — ora capace di gestire la fisica di oggetti e veicoli in modo molto convincente. A influire sull’esperienza c’è stavolta anche il clima: fra tempeste torrenziali e tornado dalla potenza distruttiva, il meteo crea non pochi grattacapi. Il tornado non è un effetto scenografico: aspira veicoli, alberi, casse, e se Rico si avvicina troppo lo trascina via, con la tuta alare che diventa improvvisamente inservibile.

Le quattro regioni della mappa hanno ciascuna un clima e una fauna specifici: foresta pluviale, deserto, altopiani innevati, zone temperate. La varietà visiva è notevole e Solís, l’isola sudamericana immaginaria in cui si svolge la vicenda, resta interessante da attraversare anche dopo molte ore. Just Cause 4 è un giocattolo per videogiocatori, un parco dei divertimenti virtuale fatto di veicoli, esplosioni e caos.

La storia e l’Armata del Caos

Per quanto riguarda la trama, stavolta il nostro agente si ritrova sull’isola di Solís, con l’obiettivo di rovesciare il governo dittatoriale instaurato da una potente organizzazione paramilitare nota come Mano Nera. Oltre a doversi occupare di questa fazione, Rico indaga sul passato della sua famiglia e sul lavoro svolto dal padre in merito ad armi progettate per il controllo e la manipolazione del clima.

Just Cause 4

La storia non presenta particolari guizzi di originalità e si rifà in larga parte ai cliché della più classica delle spy story. A controbilanciare la produzione ci pensano il gameplay e il comparto tecnico. Per fronteggiare la Mano Nera, Rico deve avvalersi dell’aiuto della popolazione locale: da queste premesse nasce quella che viene chiamata l’Armata del Caos. Il contributo delle forze ribelli è di importanza vitale per il completamento della campagna, visto che per accedere alle missioni principali della storia, legate a quattro specifiche operazioni, bisogna prima far avanzare il proprio esercito conquistando le varie regioni della mappa dopo aver liberato le relative basi.

Il meccanismo ha un pregio e un difetto. Il pregio: dà un senso concreto alla distruzione, perché ogni serbatoio fatto saltare sposta il fronte sulla mappa. Il difetto: dopo un po’ l’avanzamento diventa una procedura, e le missioni di conquista si assomigliano tutte.

Varietà, esplorazione e longevità

La varietà dell’esperienza offerta — le possibilità tattiche delle mod del rampino, il nutrito numero di armi da fuoco a disposizione, l’imprevedibilità del clima — basta da sola per far dormire sonni tranquilli: in Just Cause 4 non ci si annoia mai. Le situazioni imprevedibili sono sempre molto belle da vedere su schermo e fanno quasi riaffiorare quella sensazione di meraviglia che si prova esplorando mondi aperti come quello di The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Sul fronte dell’esplorazione, oltre ai veicoli di terra, aria e mare, tornano la celebre tuta alare e il paracadute. La combinazione dei tre strumenti — rampino, paracadute, wingsuit — resta il sistema di movimento più fluido e più gratificante dell’intero panorama open world, e riesce a rendere piacevole persino il semplice spostamento da un obiettivo all’altro.

I limiti

Avalanche Studios tenta di portare la serie verso vette ancora più alte rispetto al passato, ma fallisce a un passo dalla meta. Le ragioni sono due. La prima è un lavoro di rifinitura tecnica piuttosto frettoloso: Just Cause 4 si presenta agli occhi del pubblico in una forma non proprio smagliante, con texture in ritardo, cali di frame rate nelle sequenze più affollate e una gestione delle ombre discutibile. La seconda è un’intelligenza artificiale dei nemici piuttosto elementare, che mina la qualità complessiva dell’esperienza: i soldati della Mano Nera reagiscono in modo prevedibile, si espongono, faticano a coordinarsi. Il risultato è che gli scontri restano interessanti solo finché è il giocatore a costruirsi il proprio spettacolo.

Conclusione

In definitiva questo nuovo capitolo della saga si presenta come un open world ricco di cose da fare, vario nelle situazioni offerte, divertente e piuttosto longevo. Le possibilità del rampino, sia negli scontri a fuoco sia nella semplice esplorazione, sono tantissime. Nonostante i difetti citati, questo nuovo capitolo delle avventure di Rico Rodriguez resta consigliato a tutti i fan della saga e a chi cerca un sano “giocazzeggio” caciarone e spensierato. Tutti i dati tecnici sono raccolti nella nostra scheda di Just Cause 4.

Altre recensioni e notizie nella sezione Videogiochi di SubwayPress.

Dove trovare il gioco

Su Amazon si trovano Just Cause 4, la Gold Edition con i DLC e i controller DualShock 4.

Punti positivi

  • Rampino modificabile: un sistema che apre possibilità tattiche enormi
  • Clima dinamico credibile, con tornado e tempeste che cambiano lo scontro
  • Mappa vasta e varia, divisa in quattro regioni con clima e fauna propri
  • Movimento fluido tra rampino, paracadute e tuta alare
  • Longevo e generoso in contenuti

Punti negativi

  • Rifinitura tecnica frettolosa, con cali di frame rate e texture in ritardo
  • Intelligenza artificiale dei nemici elementare e prevedibile
  • Storia priva di originalità, ancorata ai cliché della spy story
  • Le missioni di conquista delle regioni diventano ripetitive

Verdetto

Just Cause 4 è un parco giochi virtuale generoso e divertente: il rampino modificabile e il clima dinamico creano situazioni che nessun altro open world propone. Avalanche Studios però manca l'obiettivo per una rifinitura tecnica frettolosa e un'intelligenza artificiale nemica elementare. Resta consigliato ai fan della saga e a chi cerca caos spensierato.
7.2
Top
Gameplay
Voto:
8
10
Grafica
Voto:
7
10
Trama
Voto:
6
10
Colonna Sonora
Voto:
7
10
Longevità
Voto:
8
10

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L'autore

Nato a roma ma di sangue nordico, questo loquace individuo è sempre alla ricerca di titoli molto orientati allo storytelling, ex redattore di riviste come PS Mania e di testate come GameTime, trascorre il suo tempo libero scrivendo di tanto in tanto sulle pagine di Game Universe Italia.

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