Nell’agosto 2019 Sony ha ufficializzato l’acquisizione di Insomniac Games, lo studio californiano rimasto indipendente sin dalla fondazione nel 1994. La notizia ha sorpreso il settore: nonostante un legame più che ventennale con PlayStation, il team aveva sempre conservato la propria autonomia societaria. L’annuncio è arrivato a pochi mesi dal grande successo di Marvel’s Spider-Man, e molti osservatori hanno letto l’operazione come la naturale conseguenza di quel risultato.
Dagli esordi ai grandi franchise
Insomniac Games esordisce nel 1994 e trova la propria strada sulle console Sony. Sulla prima PlayStation firma la trilogia di Spyro the Dragon, un platform diventato simbolo di quella generazione. Con PlayStation 2 nasce Ratchet & Clank, serie che unisce piattaforme, azione e un arsenale di armi bizzarre. L’arrivo di PlayStation 3 porta invece Resistance: Fall of Man, sparatutto in prima persona tra i titoli di lancio della console.
Il salto con Marvel’s Spider-Man
La svolta arriva nel 2018 con Marvel’s Spider-Man, esclusiva PlayStation 4 capace di vendere milioni di copie e di imporsi come uno dei giochi di supereroi più apprezzati di sempre. Il progetto ha mostrato la capacità dello studio di gestire una grande licenza e un mondo aperto ricco di dettagli. Proprio quel successo, unito al lavoro pioneristico sulla realtà virtuale, ha reso Insomniac una realtà preziosa agli occhi di Sony.
Cosa ha significato per PlayStation
L’ingresso nei PlayStation Studios ha rafforzato il catalogo di esclusive di Sony. Negli anni seguenti lo studio ha firmato Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, Ratchet & Clank: Rift Apart, Marvel’s Spider-Man 2 e ha avviato lo sviluppo di Marvel’s Wolverine, atteso su PS5. A distanza di anni, l’acquisizione del 2019 si è rivelata una delle mosse più fruttuose nella strategia first party di PlayStation, e ha confermato la volontà di Sony di consolidare i propri team interni.
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