The Crew è un gioco di corse open world massivamente online sviluppato da Ivory Tower e Ubisoft Reflections, pubblicato da Ubisoft il 2 dicembre 2014 su PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One e PC. Il titolo propone una ricostruzione ridimensionata degli Stati Uniti continentali, in cui oltre cinquanta città sono collegate da una rete di strade percorribili senza interruzioni, trasformando il paese in un’unica enorme pista di gara.
Il giocatore interpreta Alex Taylor, un ex membro dei 5-10 Motor Club incastrato per l’omicidio del fratello. Uscito dal carcere grazie all’aiuto dell’agente FBI Zoe Winters, Alex si infiltra nei club di corse clandestine degli Stati Uniti per smantellare l’organizzazione e scagionarsi. La storia dura circa venti ore, ma il vero cuore del gioco è la struttura MMO sempre connessa che permette a quattro giocatori di formare una Crew e affrontare missioni, eventi e sfide territoriali insieme.
La mappa include le principali città americane (New York, Miami, Detroit, Chicago, Las Vegas, San Francisco, Seattle), ciascuna ricostruita in scala ridotta con monumenti iconici riconoscibili. Attraversare l’intero paese da costa a costa richiede circa 45 minuti di guida senza fermate, una performance tecnica notevole per il 2014. Ogni regione propone biomi diversi: deserti del Nevada, montagne del Colorado, paludi della Louisiana, foreste del Pacific Northwest.
Il sistema di personalizzazione permette di modificare ogni veicolo con quattro set di elaborazioni (Street, Dirt, Perf, Raid, Circuit), che trasformano le vetture in auto da corsa, tuttoterreno o monoposto da circuito. Oltre trenta licenze di case automobilistiche (Ford, Dodge, Ferrari, Nissan, Pagani) sono riprodotte con dettaglio millimetrico.
Dopo un lancio con critiche contrastanti (media Metacritic 70/100) Ubisoft ha supportato il gioco con due espansioni: Wild Run (novembre 2015, con monster truck, drift car e moto) e Calling All Units (novembre 2016, con missioni dalla parte della polizia). Nel 2018 è uscito il sequel diretto The Crew 2. Nel 2024, la decisione di Ubisoft di chiudere i server originali ha generato una polemica importante sulla proprietà dei videogiochi acquistati, alimentando il movimento Stop Killing Games.
