Abbonati
Ricevi quotidianamente il meglio di SubwayPress nella tua casella di posta
I più visti

Liridi 2026: come osservare lo sciame meteorico in Italia nelle notti del 22 e 23 aprile

Il cielo di fine aprile offre uno degli appuntamenti astronomici più attesi della primavera. Lo sciame meteorico delle Liridi raggiunge il picco di attività nella notte tra il 22 e il 23 aprile 2026, regalando agli osservatori italiani circa venti meteore all’ora in condizioni ottimali. Un appuntamento che gli appassionati di astronomia attendono ogni anno, anche perché coincide con serate relativamente miti e con il rientro alla stagione delle osservazioni a cielo aperto, subito dopo la Giornata della Terra.

Cosa sono le Liridi

Le Liridi sono uno degli sciami meteorici più antichi documentati dall’umanità. Le prime osservazioni registrate risalgono al 687 a.C., quando i cronisti cinesi descrissero una pioggia di stelle cadenti paragonandola a una tempesta di fuoco. Lo sciame deriva dai detriti lasciati dalla cometa C/1861 G1 Thatcher, scoperta dall’astronomo dilettante statunitense Albert E. Thatcher. Quando la Terra attraversa la scia di polvere e frammenti rilasciata dalla cometa, i granelli entrano nell’atmosfera a circa 49 chilometri al secondo e bruciano a un’altitudine compresa tra 80 e 100 chilometri, generando le caratteristiche scie luminose.

Quando guardare il cielo in Italia

Il massimo di attività nel 2026 è previsto per la notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 aprile. Lo sciame resta attivo dal 14 al 30 aprile circa, con un picco piuttosto stretto che dura poche ore. Il radiante, ossia il punto apparente da cui sembrano provenire le meteore, si trova nella costellazione della Lira, vicino alla luminosa stella Vega. In Italia Vega sorge a nord-est intorno alle 22 e raggiunge la posizione migliore dopo la mezzanotte. Gli orari consigliati per l’osservazione vanno quindi dall’una di notte fino all’alba, quando il radiante si trova più alto sull’orizzonte e il numero di meteore visibili aumenta. La Luna calante illuminata al 26 per cento tramonta prima delle due, così il cielo resta scuro nelle ore più adatte.

Tasso orario e sorprese storiche

Il tasso zenitale orario (ZHR) medio delle Liridi si aggira tra 15 e 20 meteore, un valore modesto rispetto a sciami come le Perseidi o le Geminidi. Le Liridi hanno però una particolarità che le rende molto interessanti per gli osservatori: ogni tanto producono picchi inaspettati. L’ultimo grande outburst risale al 1982, quando lo ZHR toccò le 90 meteore. Eventi simili si erano verificati nel 1803 e nel 1922. Gli astronomi non escludono che possa ripetersi in un anno futuro, anche se il 2026 non rientra nelle previsioni di picco straordinario. Fenomeni atmosferici rari, come quelli descritti nell’articolo sui fulmini globulari, ricordano quanto la nostra atmosfera riservi ancora sorprese.

Dove osservare e cosa portare

Per vedere il maggior numero di meteore servono cieli bui, lontani dall’inquinamento luminoso delle città. Le zone di montagna della Sicilia, della Sardegna, delle Alpi e dell’Appennino restano le migliori, insieme alle riserve di cielo stellato come quella dell’Alpe di Siusi o del Parco Nazionale del Pollino. Non occorre alcun telescopio: una sdraio reclinabile, una coperta pesante, una bevanda calda e una torcia con luce rossa per preservare l’adattamento al buio bastano per una serata ben attrezzata. L’osservatore deve restare almeno venti minuti senza guardare schermi luminosi per raggiungere la massima sensibilità notturna. Il consiglio degli astrofili è di orientare lo sguardo verso la costellazione della Lira mantenendo però un’inquadratura ampia, perché le meteore possono comparire in qualsiasi punto del cielo.

Come fotografare le Liridi

Chi vuole immortalare le meteore può utilizzare una fotocamera reflex o mirrorless montata su treppiede, con obiettivo grandangolare aperto a tutta luminosità, ISO tra 1600 e 3200 e tempi di esposizione di 20-30 secondi in serie continua. Un intervallometro aiuta a catturare automaticamente decine di scatti senza toccare la macchina. Anche gli smartphone di ultima generazione, con la modalità notturna o astrofotografia, riescono a registrare le meteore più luminose, soprattutto quando si appoggiano a un supporto stabile. Per chi vuole restare al caldo e ammirare l’universo comodamente, resta sempre il fascino delle immagini del telescopio James Webb, che ha cambiato la nostra visione del cosmo.

Cosa aspettarsi dopo le Liridi

La primavera astronomica italiana offre molti appuntamenti e le Liridi ne aprono il calendario principale. A metà maggio arrivano le Eta Aquaridi, lo sciame legato alla cometa di Halley, mentre ad agosto tornano le Perseidi, che restano l’evento più celebre dell’anno. Ogni occasione è buona per riscoprire il piacere antico di coricarsi sotto il cielo scuro e aspettare una scia luminosa che attraversi il buio.

Condividi l'articolo:
Potrebbe interessarti anche...

    Rispondi

    Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono segnati da *

    Grazie per aver utilizzato il form!
    Abbonati
    Ricevi quotidianamente il meglio di SubwayPress nella tua casella di posta
    I più visti
    Scelte della redazione
    Recensione in primo piano
    Recensioni degli utenti
    Giochi consigliati