Il mese di giugno 2026 riserva due appuntamenti a chi ama guardare il cielo. Da una parte, la sonda cinese Tianwen-2 arriva attorno all’asteroide Kamoʻoalewa. Dall’altra, Venere e Giove si avvicinano al crepuscolo per una congiunzione visibile a occhio nudo il 9 giugno.
Tianwen-2 raggiunge Kamoʻoalewa
La sonda Tianwen-2, seconda missione interplanetaria dell’agenzia spaziale cinese, è attesa attorno al suo obiettivo intorno al 7 giugno 2026. Il bersaglio, 469219 Kamoʻoalewa, è un quasi-satellite della Terra: orbita attorno al Sole pur rimanendo un compagno vicino al nostro pianeta. Misura meno di un centinaio di metri di diametro e ruota su sé stesso molto in fretta, nell’arco di circa ventotto minuti.
Il piano della missione prevede diversi mesi di osservazione e mappatura prima del prelievo dei campioni, poi una partenza programmata per l’aprile 2027 in vista del ritorno verso la Terra. Scoperto dalle Hawaii, Kamoʻoalewa incuriosisce i ricercatori: alcune analisi indicano una composizione vicina a quella dell’asteroide Itokawa, e la sua origine, forse un frammento lunare, resta oggetto di discussione. Ritroviamo qui lo stesso interesse scientifico delle osservazioni del cielo che hanno animato il 2026.
La congiunzione Venere-Giove del 9 giugno
Nel frattempo, il cielo della sera offre uno spettacolo alla portata di tutti. Il 9 giugno 2026, Venere (magnitudine -4) e Giove (magnitudine -1,8) si incrociano a soli 1,6 gradi l’uno dall’altro, nella costellazione dei Gemelli. L’avvicinamento geocentrico più stretto cade attorno alle 12:30 TU, ma è al crepuscolo che conviene alzare lo sguardo.
La coppia planetaria resta osservabile con una resa molto vicina al picco tra il 5 e il 14 giugno. Il 5 giugno Venere domina Giove di circa cinque gradi; il 14 giugno la distanza si riduce a quattro gradi al di sopra. Per approfittarne conviene scegliere un luogo con l’orizzonte ovest ben libero e iniziare a osservare tra i trenta e i quarantacinque minuti dopo il tramonto.
Questi due fenomeni ricordano che l’osservazione del cielo non richiede sempre un telescopio. Per seguire i pianeti, un buon binocolo da astronomia basta spesso a rivelare i dettagli. E per prolungare la scoperta, i nostri articoli sul telescopio James Webb e sulle Liridi 2026 completano questo giro d’orizzonte spaziale.
