La sonda europea Juice torna a fare visita alla Terra. Verso la fine di settembre 2026 il veicolo dell’Agenzia spaziale europea (ESA) passerà di nuovo accanto al nostro pianeta per sfruttarne la gravità e limare la rotta verso Giove, dove è atteso nel 2031. È il secondo dei tre sorvoli terrestri programmati lungo un viaggio che, partito nel 2023, durerà otto anni.
Un secondo incontro ravvicinato con la Terra
Il sorvolo di settembre serve a modificare la traiettoria di Juice senza consumare carburante. Passando vicino alla Terra la sonda guadagna o cede velocità rispetto al Sole, a seconda della geometria dell’incontro, e cambia direzione. Gli ingegneri del centro di controllo ESOC, a Darmstadt, calcolano il passaggio con un margine di pochi chilometri, perché ogni piccolo errore si amplifica lungo le centinaia di milioni di chilometri che separano ancora la sonda da Giove. Dopo questo appuntamento Juice punterà verso un terzo e ultimo sorvolo della Terra, previsto per il gennaio 2029.
Come funziona la fionda gravitazionale
La manovra si chiama assistenza gravitazionale. Un veicolo spaziale entra nel campo di gravità di un pianeta e ne esce con una velocità diversa, come una pallina che rimbalza contro un treno in corsa. Il pianeta perde una quantità di energia trascurabile, mentre la sonda riceve una spinta che nessun motore chimico potrebbe fornire in modo altrettanto economico. Juice ha bisogno di quattro di queste manovre perché il razzo Ariane 5 che l’ha lanciata dal centro spaziale di Kourou, nella Guyana francese, non aveva la potenza per spedirla direttamente verso Giove.
Quello che Juice ha già fatto
Nell’agosto 2024 la sonda ha realizzato un primo passaggio doppio, sfiorando prima la Luna e poi la Terra a distanza di un giorno. La manovra, mai tentata da nessun veicolo prima di allora, ha permesso di risparmiare fino a 150 chili di carburante. Un anno più tardi, il 31 agosto 2025, Juice è passata a circa 5.000 chilometri dalla superficie di Venere, aumentando la propria velocità di oltre cinque chilometri al secondo. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 la sonda ha anche osservato la cometa interstellare 3I/ATLAS, il terzo oggetto proveniente da fuori dal Sistema solare mai individuato: i suoi strumenti hanno misurato l’acqua rilasciata dal nucleo mentre la cometa si avvicinava al Sole.
La rotta verso le lune ghiacciate
L’obiettivo finale sono le tre grandi lune ghiacciate di Giove: Ganimede, Callisto ed Europa, sotto la cui crosta gli scienziati ipotizzano la presenza di oceani d’acqua liquida. Juice arriverà nel sistema gioviano nel luglio 2031 e, nel dicembre 2034, entrerà in orbita attorno a Ganimede, prima sonda della storia a girare intorno a una luna diversa dalla nostra. A bordo viaggiano dieci strumenti, tra cui la camera JANUS, il radar RIME capace di sondare il ghiaccio fino a nove chilometri di profondità e lo spettrometro MAJIS.
Nel frattempo Juice continua a inviare dati verso Terra. Chi segue le missioni interplanetarie ritrova qui la stessa logica di altre imprese recenti, dalla cinese Chang’e 7 diretta al polo sud della Luna alla sonda Tianwen-2 che ha raggiunto la quasi-luna Kamo’oalewa. Tutti gli aggiornamenti sono raccolti nella sezione Scienza di SubwayPress, mentre i dettagli ufficiali sul percorso della missione sono pubblicati dall’ESA.
