Dopo anni di sviluppo, il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA ha lasciato la Terra il 30 agosto 2026 e ha iniziato la fase di messa in servizio. Il 1° settembre il team di missione ha acceso per la prima volta il coronografo, lo strumento pensato per fotografare direttamente i pianeti attorno ad altre stelle. È il primo passo concreto verso l’inizio delle osservazioni scientifiche.
Il lancio verso il punto L2
Il lancio è avvenuto come previsto alle 11:26 UTC del 30 agosto 2026. Il telescopio era arrivato al Kennedy Space Center il 21 giugno per gli ultimi preparativi, come avevamo raccontato quando l’osservatorio era pronto al lancio verso L2. La destinazione è il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, la stessa regione dove lavora il James Webb: una zona stabile dal punto di vista gravitazionale, lontana dal calore e dalla luce diffusa del nostro pianeta.
Il coronografo si accende
L’accensione del coronografo è iniziata alle 7:27 e si è conclusa alle 8:22, ora della costa est degli Stati Uniti. Lo strumento riunisce ottiche, maschere, specchi deformabili e sensori, e serve a bloccare la luce accecante delle stelle per rendere visibile il debole riflesso dei pianeti in orbita. La NASA lo descrive come una dimostrazione tecnologica: se funzionerà come sperato, aprirà la strada a futuri osservatori capaci di studiare mondi simili alla Terra.
Due strumenti, due obiettivi
A bordo ci sono due strumenti. Il Wide Field Instrument è la fotocamera principale, con una risoluzione di 300,8 megapixel e un campo visivo circa cento volte più ampio di quello di Hubble, pur mantenendo la stessa nitidezza grazie a uno specchio primario da 2,4 metri, identico per diametro a quello del vecchio osservatorio. Il coronografo, invece, è lo strumento sperimentale dedicato all’osservazione diretta degli esopianeti. La fotocamera principale entrerà in funzione nelle settimane successive all’accensione del coronografo.
Caccia all’energia oscura e agli esopianeti
Roman ha due grandi obiettivi scientifici. Il primo riguarda l’energia oscura, la componente che sembra spingere l’universo a espandersi sempre più in fretta: mappando milioni di galassie su ampie porzioni di cielo, il telescopio aiuterà a capire come questa espansione è cambiata nel tempo. Il secondo è un censimento degli esopianeti, con la prospettiva di individuare migliaia di nuovi mondi, molti dei quali attraverso il microlensing gravitazionale. La velocità di osservazione resta uno dei suoi punti di forza: Roman copre in poche inquadrature regioni che a Hubble richiederebbero anni di lavoro.
I prossimi mesi
Prima delle osservazioni vere e proprie serviranno alcuni mesi di calibrazione e collaudo degli strumenti, e il coronografo affronterà una lunga serie di test. Se tutto procederà secondo i piani, i primi dati scientifici arriveranno nel corso del 2027. Il telescopio prende il nome da Nancy Grace Roman, prima responsabile del programma di astronomia della NASA e figura chiave nella nascita di Hubble, tanto da essere ricordata come la «madre di Hubble».
Per approfondire
Chi vuole approfondire l’astronomia, l’energia oscura e la ricerca di altri mondi trova in libreria diversi testi divulgativi utili come punto di partenza.
- Libri sugli esopianeti e la ricerca di altri mondi
- Saggi sull’energia oscura e l’espansione dell’universo
Fonte: NASA Science – Roman blog. Altre notizie di scienza e spazio su SubwayPress.
