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The Last of Us Part II non sarà un gioco open world

Dalle sequenze di gameplay mostrate si poteva intuire una direzione precisa: The Last of Us Part II avrebbe offerto aree più ampie e stratificate, ma senza diventare un vero e proprio gioco a mondo aperto. Naughty Dog lo descriveva come uno dei suoi progetti più ambiziosi. Il quadro completo è nella scheda del gioco.

Aree più ampie, ma non open world

Lo studio spiegava che alcune zone, in particolare quelle ambientate a Seattle, avrebbero dato al giocatore maggiore libertà di esplorazione, con percorsi alternativi, edifici da perlustrare e risorse nascoste. Restava però una struttura guidata, pensata per sostenere il ritmo del racconto senza disperderlo in una mappa completamente aperta.

Una scelta al servizio della storia

La decisione rifletteva l’approccio di Naughty Dog, da sempre orientato a un equilibrio tra libertà e regia narrativa. Ampliare gli spazi serviva a rendere più credibile il mondo e a variare il ritmo, senza rinunciare alla forte componente emotiva che aveva reso celebre il primo capitolo.

Un seguito molto atteso

The Last of Us Part II riprendeva la storia di Ellie in un racconto duro, incentrato sul tema della vendetta. Dopo alcuni rinvii, il gioco è uscito il 19 giugno 2020 su PlayStation 4, diventando uno dei titoli più discussi della generazione. Altre notizie sui giochi si trovano nella sezione Videogiochi di SubwayPress.

Dove trovarlo

Il gioco si trova su Amazon: The Last of Us Part II e la versione Remastered.

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