Nell’ottobre 2019, a poche settimane dall’uscita, cresceva l’attesa per il trailer di lancio di Death Stranding, il primo gioco di Hideo Kojima dopo la separazione da Konami. Il regista aveva costruito mesi di comunicazione attorno a immagini criptiche e volti noti del cinema, e il filmato conclusivo doveva chiudere il percorso verso il debutto.
Death Stranding, l’esordio di Kojima Productions
Death Stranding segnò la nascita indipendente di Kojima Productions, sostenuta da Sony. Il gioco metteva il giocatore nei panni di Sam Porter Bridges, un corriere incaricato di ricollegare gli avamposti di un’America frammentata dopo un evento catastrofico. Il cast univo Norman Reedus, Mads Mikkelsen, Léa Seydoux e Guillermo del Toro, ricostruiti digitalmente attraverso il motore Decima di Guerrilla Games. La struttura ruotava attorno alla consegna di carichi lungo territori ostili, con un sistema di connessioni condivise fra i giocatori.
Il lancio del novembre 2019 e l’accoglienza
Il gioco arrivò su PlayStation 4 l’8 novembre 2019. La critica si divise fra chi lodava l’ambizione autoriale e l’atmosfera, e chi trovava lento il ritmo delle consegne. La scheda completa del titolo è disponibile nella pagina dedicata a Death Stranding su SubwayPress. La versione PC uscì nel 2020, seguita nel 2021 dalla Director’s Cut su PlayStation 5, con missioni e strumenti aggiuntivi.
Cosa è successo dopo
Il seguito venne annunciato ai The Game Awards 2022 e uscì come Death Stranding 2: On the Beach nel giugno 2025, riportando Sam in un nuovo scenario. Ne abbiamo parlato nell’articolo sul trailer di Death Stranding 2. Altri approfondimenti sul lavoro di Kojima e sul resto del settore sono nella sezione Videogiochi.
Da recuperare: Death Stranding Director’s Cut su Amazon e Death Stranding 2 On the Beach.
