Battlefield 1, sviluppato da DICE e pubblicato da EA nell’ottobre 2016, ha compiuto un’impresa che molti ritenevano impossibile: rendere la Prima Guerra Mondiale il setting di uno degli sparatutto multiplayer più avvincenti ed emozionanti della generazione. In un mercato dominato da ambientazioni futuristiche, la scelta di tornare al passato si rivelò un colpo di genio.
La Grande Guerra come non l’avete mai vista
La Prima Guerra Mondiale è stata spesso considerata inadatta ai videogiochi per la sua natura statica e trincerata. DICE ha risolto il problema reinterpretando il conflitto con libertà creativa: le armi automatiche e semiautomatiche, storicamente rare, diventano protagoniste; i carri armati Mark V attraversano le trincee; i biplani duellano nei cieli sopra la Somme. Il risultato è un gioco che cattura l’atmosfera e la brutalità del conflitto senza sacrificare il divertimento, con mappe che spaziano dal deserto del Sinai alle foreste delle Argonne, dai villaggi italiani alle coste di Gallipoli.
Le Storie di Guerra: un single player commovente
La campagna single player di Battlefield 1 adotta un formato antologico, con cinque storie brevi raccontate da protagonisti diversi: un pilota di carri armati, un pilota d’aereo, un Ardito italiano, un corridore australiano a Gallipoli e un beduino al fianco di Lawrence d’Arabia. Ogni storia dura circa un’ora, ma l’impatto emotivo è devastante. Il prologo, che costringe il giocatore a morire ripetutamente cambiando personaggio, comunica l’orrore della guerra con una forza che pochi giochi hanno eguagliato.
Il multiplayer e l’eredità
Il multiplayer a 64 giocatori resta il cuore dell’esperienza Battlefield 1. Le modalità Conquista e Operazioni — quest’ultima una novità che simula campagne militari su più mappe — hanno definito il multiplayer della serie per gli anni a venire. Le classi (Assalto, Medico, Supporto, Esploratore) offrono ruoli complementari che incentivano il gioco di squadra. Con oltre 25 milioni di copie vendute, Battlefield 1 ha dimostrato che l’innovazione nel setting può essere più attraente di quella tecnologica, una lezione che il successore Battlefield V e il controverso Battlefield 2042 non sempre hanno saputo replicare.
