Cyberpunk 2077 di CD Projekt Red si presentava come un open world vastissimo, dove però il vero punto di forza non era solo l’estensione della mappa ma la densità e la verticalità di Night City. Già dal reveal all’E3 lo studio aveva insistito su questo aspetto: ecco cosa era stato promesso e come è andata davvero.
Le parole del quest director
Il quest director Mateusz Tomaszkiewicz spiegò che a Night City i giocatori avrebbero potuto entrare in diversi edifici, contribuendo alla sensazione di una metropoli viva e stratificata su più livelli. Non tutti i palazzi sarebbero stati accessibili, ma un buon numero di interni prometteva di rendere l’esplorazione più ricca rispetto a molti open world dell’epoca.
Una città costruita in verticale
La verticalità era pensata come un elemento identitario: grattacieli, megapalazzi e livelli sovrapposti dovevano restituire il senso di una società divisa per classi anche nello spazio. La densità degli ambienti puntava a premiare chi si prendeva il tempo di esplorare, tra vicoli, locali e appartamenti.
L’uscita e il lancio travagliato
Dopo diversi rinvii, Cyberpunk 2077 arrivò il 10 dicembre 2020 su PC, PlayStation 4, Xbox One e Stadia. Il debutto fu segnato da numerosi problemi tecnici, soprattutto sulle console della vecchia generazione, tanto da spingere CD Projekt Red a una lunga stagione di aggiornamenti correttivi.
La rinascita e Phantom Liberty
Negli anni successivi il gioco è stato profondamente rivisto: le patch e l’aggiornamento 2.0 hanno riscritto sistemi come le abilità e la polizia, mentre l’espansione Phantom Liberty, uscita nel 2023, ha aggiunto un nuovo distretto e una storia dedicata. Oggi Night City è molto più vicina alle promesse iniziali. Approfondisci nella scheda dedicata e nella sezione videogiochi di SubwayPress.
