A poche settimane dall’incontro più importante del suo viaggio, la sonda Hera dell’Agenzia Spaziale Europea sta per raggiungere Dimorphos, il piccolo asteroide che nel 2022 la missione americana DART ha colpito di proposito. L’arrivo, atteso per la fine del 2026, riporta l’Europa sul luogo del primo esperimento di difesa planetaria della storia, questa volta per misurarne gli effetti con strumenti dedicati.
Che cos’è la missione Hera
Hera è partita da Cape Canaveral nell’ottobre del 2024 a bordo di un razzo Falcon 9. Fa parte di AIDA, la collaborazione fra ESA e NASA nata per studiare la deviazione di un asteroide tramite un impatto cinetico. La sonda americana DART ha avuto il compito di colpire il bersaglio; Hera arriva dopo, per raccogliere i dati che un singolo impatto non può restituire. Il tragitto è durato circa due anni e ha incluso un passaggio ravvicinato a Marte nel marzo del 2025, utile a correggere la rotta e a collaudare gli strumenti di bordo.
Perché Dimorphos è un bersaglio speciale
Dimorphos è una piccola luna di circa 150 metri che orbita attorno all’asteroide maggiore Didymos. Il 26 settembre del 2022 la sonda DART vi si è schiantata contro a oltre 20.000 km/h, riducendo di alcuni minuti il tempo che la luna impiega a compiere un giro attorno al compagno. Fu la prima volta che l’essere umano modificava di proposito il moto di un corpo celeste. All’epoca gli scienziati osservarono il risultato dai telescopi terrestri, ma restavano aperte molte domande sulla massa reale dell’asteroide, sulla sua struttura interna e sulla forma del cratere aperto dall’urto.
Cosa farà Hera quando arriverà
Raggiunto il sistema, Hera orbiterà per mesi attorno ai due asteroidi, fotografando il cratere di DART e mappando la superficie di Dimorphos metro per metro. Gli strumenti misureranno la massa della piccola luna, il dato che permette di capire quanto sia stata efficace la spinta impressa da DART. Circa sei settimane dopo l’arrivo, la sonda rilascerà due satelliti grandi come una scatola da scarpe: Milani, che analizzerà i minerali della superficie, e Juventas, dotato di un radar capace di sondare l’interno dell’asteroide. L’indagine ravvicinata di Dimorphos dovrebbe entrare nel vivo nel 2027.
A che punto è il viaggio
Nel corso del 2026 Hera ha eseguito alcune manovre nello spazio profondo per correggere la traiettoria. A luglio i tecnici dell’ESA hanno completato un aggiornamento del software di bordo, necessario al sistema di navigazione autonoma che guiderà la sonda attorno ad asteroidi mai visti prima da vicino. Le fonti più recenti collocano il rendezvous a novembre del 2026, anche se alcuni documenti più datati parlavano di dicembre: conviene seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’ESA nelle prossime settimane.
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