Il rover Perseverance della NASA ha percorso più strada di qualsiasi altro veicolo mai arrivato sulla superficie di un altro pianeta. L’11 ottobre 2026, il suo contachilometri ha segnato 28,10 miglia, pari a 45,22 chilometri, superando il precedente primato stabilito dal rover Opportunity, fermo a 28,06 miglia (45,16 chilometri). Il sorpasso è avvenuto durante il sol 2.006 della missione, cioè il giorno marziano numero 2.006 trascorso da quando il rover si è posato nel cratere Jezero.
Un record raggiunto in un terzo del tempo
Il dato che colpisce gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory non è soltanto la distanza, ma la velocità con cui è stata coperta. Opportunity impiegò quasi quindici anni per accumulare i suoi 45 chilometri. Perseverance ci è riuscito in circa cinque anni e mezzo, dopo l’arrivo su Marte nel febbraio 2021. La missione, nelle sue previsioni iniziali, contava su un percorso di appena 12,4 miglia, poco meno di venti chilometri. Il rover ha quindi guidato per oltre il doppio di quanto era stato programmato all’inizio, e continua a muoversi lungo il bordo del cratere Jezero.
Il confronto con i veri record di sempre resta aperto. Il primato assoluto di distanza su un corpo celeste appartiene ancora al veicolo sovietico Lunokhod 2, che nel 1973 percorse circa 39 chilometri sulla superficie lunare in pochi mesi. Quel valore, per anni considerato irraggiungibile, si colloca comunque al di sotto del cammino compiuto oggi da Perseverance su Marte.
Il merito della guida autonoma
Dietro questi numeri c’è soprattutto il sistema di guida automatica del rover, chiamato AutoNav. Il software analizza le immagini del terreno, individua rocce, pendii e ostacoli, e traccia il percorso senza attendere i comandi inviati dalla Terra, che a causa della distanza arrivano con minuti di ritardo. Secondo i tecnici della missione, AutoNav ha gestito da solo oltre il novanta per cento della distanza totale percorsa. In pratica, la maggior parte del tragitto record è stata decisa dal rover stesso, mentre gli operatori a Pasadena si limitavano a fissare la destinazione e a verificare i risultati.
Questa autonomia ha permesso di spostarsi più in fretta e di raggiungere zone che un controllo manuale, passo dopo passo, avrebbe reso molto più lente da esplorare. Perseverance raccoglie campioni di roccia e li sigilla in provette, in vista di una futura missione che dovrebbe riportarli sulla Terra per analizzarli nei laboratori. Ogni chilometro percorso amplia l’area geologica che gli scienziati possono studiare attraverso quei campioni.
Cosa aspetta ancora il rover
La NASA ha chiarito che il viaggio è lontano dalla conclusione. Il rover prosegue la salita lungo il bordo del cratere, una regione che mostra terreni più antichi rispetto al fondo di Jezero e che potrebbe conservare tracce dei primi periodi geologici del pianeta. Gli operatori contano di aumentare ancora il distacco dal vecchio primato, finché i sistemi di bordo e l’alimentazione lo consentiranno.
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- Libri su Perseverance e le missioni marziane
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Fonti: NASA Science, NASA/JPL.
