Settimo pianeta del Sistema solare, Urano resta uno dei mondi meno compresi. Uno studio pubblicato il 20 giugno 2026 porta un indizio di peso su ciò che nasconde la sua atmosfera: la prima chiara rilevazione di monossido di carbonio negli strati profondi. Il risultato orienta i modelli verso un interno molto più ricco di ghiaccio di quanto alcuni scienziati ipotizzassero.
Una rilevazione firmata ALMA
Il gruppo guidato da Thibault Cavalié, dell’Università di Bordeaux, ha osservato il pianeta con la rete ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), installata nel deserto di Atacama in Cile, tra il 2022 e il 2024. Queste campagne hanno messo in evidenza quantità rilevanti di monossido di carbonio nella bassa atmosfera di Urano, un dato mai misurato così nettamente prima d’ora.
Perché il ghiaccio entra in gioco
Il monossido di carbonio funziona da indicatore dei processi che avvengono nel cuore dei pianeti giganti. Confrontando le misure con diversi modelli d’interno, i ricercatori hanno constatato che solo le strutture ricche di ghiaccio riproducevano la quantità osservata. I modelli più poveri d’acqua, invece, non combaciavano con i dati. Urano conterrebbe quindi molto più ghiaccio d’acqua di quanto previsto da alcune ipotesi, un’informazione preziosa per capire la formazione dei giganti di ghiaccio.
Una seconda fonte venuta dallo spazio
Lo studio rileva monossido di carbonio anche nell’alta atmosfera. Questa frazione non proverrebbe dall’interno del pianeta ma da una fonte esterna, forse la collisione di una cometa avvenuta diversi secoli fa. Coesisterebbero così due origini distinte: una legata alla chimica profonda del pianeta, l’altra portata dall’esterno.
Verso future missioni
Questi risultati arrivano mentre la comunità scientifica riflette sull’invio di una sonda dedicata verso Urano, mai sorvolato da vicino dopo il passaggio di Voyager 2 nel 1986. Definire meglio oggi la sua composizione aiuta a preparare questi progetti. Per proseguire la lettura, trovate i nostri articoli sulla galassia fabbrica di neutrini Shadow Blaster e sull’espansione dell’universo.
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