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L’espansione dell’universo non rallenta: i nuovi dati smentiscono lo studio del 2025

Un nuovo studio dell’Università di Southampton riporta la cosmologia su un terreno solido. I dati pubblicati sulle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society smentiscono l’ipotesi, avanzata nel 2025, secondo cui l’espansione dell’universo starebbe rallentando. La ricerca, firmata anche dai premi Nobel per la Fisica Adam Riess e Brian Schmidt, individua un errore nei calcoli sull’età delle supernovae e conferma che l’energia oscura continua a spingere il cosmo verso un’espansione accelerata.

Un errore nei calcoli sull’età delle supernovae

Lo studio del 2025 sosteneva che, con l’invecchiamento dell’universo, la luminosità delle supernovae di tipo Ia fosse cambiata nel tempo. Se vero, gli astronomi avrebbero misurato male le distanze cosmiche, e la conclusione sull’energia oscura sarebbe stata da rivedere. Il gruppo guidato da Phil Wiseman a Southampton ha rianalizzato gli stessi dati e ha trovato un errore nel modo in cui era stata stimata l’età di queste stelle. “Le misurazioni precedenti, ampiamente accettate, erano in realtà corrette e la nostra attuale comprensione del destino dell’universo rimane solida”, spiega Wiseman.

Cosa sono le candele standard dell’universo

Le supernovae di tipo Ia nascono dall’esplosione di nane bianche e mostrano profili di luminosità molto regolari. Questa regolarità le rende ottime candele standard: conoscendo la loro luminosità reale, gli astronomi calcolano la distanza delle galassie che le ospitano confrontandola con quanto appaiono brillanti dalla Terra. Proprio grazie a queste esplosioni stellari, nel 1998 Riess, Schmidt e Saul Perlmutter scoprirono l’espansione accelerata del cosmo, lavoro che valse loro il Nobel nel 2011.

L’energia oscura resta il vero mistero

La conferma chiude una possibile crisi teorica, ma lascia aperta la domanda di fondo. “Per fortuna abbiamo scongiurato questa crisi, ma il mistero sul perché l’universo continui a espandersi a un ritmo accelerato rimane”, osserva Wiseman. La forza misteriosa chiamata energia oscura rappresenta circa il 70% del contenuto dell’universo, eppure la sua natura sfugge ancora. Come ricorda Riess, “le affermazioni straordinarie richiedono verifiche particolarmente accurate”.

Il dibattito si lega ad altri studi recenti sulle frontiere dell’osservazione astronomica. Su SubwayPress abbiamo seguito la scoperta del metano nella cometa interstellare 3I/ATLAS osservata dal James Webb, l’ipotesi sui milioni di esopianeti attorno ai buchi neri supermassicci e il telescopio Nancy Grace Roman pronto al lancio, strumento che aiuterà a misurare proprio l’energia oscura con una precisione mai raggiunta.

Approfondimenti consigliati

Per chi vuole capire meglio cosmologia ed energia oscura, due letture utili: Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli e L’universo elegante di Brian Greene. In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei.

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