Nel luglio 2019 Bethesda portò a compimento due nuovi capitoli del suo storico sparatutto in prima persona. Wolfenstein: Youngblood e Wolfenstein: Cyberpilot raggiunsero infatti la cosiddetta fase gold, il traguardo che segna la fine dello sviluppo prima della stampa e della distribuzione. L’annuncio arrivò dai canali ufficiali della serie, a poche settimane dal lancio.
Cosa significa la fase gold
Quando un gioco entra in fase gold, la versione destinata alla vendita è considerata completa e pronta per la duplicazione. Non vuol dire che il lavoro degli studi finisca del tutto: MachineGames e Arkane Studios, che collaborava allo sviluppo di Youngblood, avrebbero comunque continuato con patch, correzioni e aggiornamenti nelle settimane successive. Il traguardo, però, confermava che le date di uscita erano ormai al sicuro.
Wolfenstein: Youngblood, il cooperativo con le figlie di B.J. Blazkowicz
Wolfenstein: Youngblood segna una svolta per la serie, perché mette i giocatori nei panni di Jess e Soph, le figlie gemelle del protagonista storico B.J. Blazkowicz. Ambientato a Parigi nel 1980, il gioco spedisce le due sorelle nella Francia occupata alla ricerca del padre scomparso. La struttura abbandona la progressione lineare dei capitoli precedenti e apre a livelli più ampi, con piena libertà di movimento e la possibilità di affrontare le missioni in cooperativa a due giocatori, anche affiancati da un compagno controllato dall’intelligenza artificiale.
Wolfenstein: Cyberpilot, l’esperimento in realtà virtuale
Parallelamente, Wolfenstein: Cyberpilot portava il marchio nella realtà virtuale. Qui i giocatori vestono i panni di un giovane hacker della Resistenza francese, incaricato di prendere il controllo delle macchine da guerra naziste per rivoltarle contro i loro stessi padroni. Il progetto, più breve e sperimentale rispetto a Youngblood, sfruttava i visori per un’esperienza in soggettiva pensata attorno al pilotaggio e all’infiltrazione.
Date di uscita e piattaforme
Entrambi i titoli arrivarono sul mercato il 26 luglio 2019. Youngblood uscì su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, mentre Cyberpilot restò legato ai visori per realtà virtuale su PC. Lo sviluppo firmato MachineGames confermava la continuità di uno studio che, negli anni successivi, avrebbe legato il proprio nome anche a Indiana Jones e l’Antico Cerchio. Per altre notizie sul mondo dei videogiochi resta a disposizione la sezione Videogiochi di SubwayPress.
