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Recensione di The Last of Us

The Last of Us è uno di quei titoli che hanno cambiato la storia del videogioco. Uscito nel 2013 su PlayStation 3, l’ultimo grande progetto di Naughty Dog per la console si presentava con una regia, una scrittura e una direzione artistica di livello cinematografico, capaci di alzare l’asticella per l’intero medium. A distanza di anni resta un punto di riferimento, tanto da aver generato un seguito, un remake e una serie televisiva HBO.

Una premessa post-apocalittica

La vicenda si colloca negli Stati Uniti, vent’anni dopo una pandemia devastante causata dal fungo Cordyceps, che trasforma gli esseri umani in creature aggressive. I sopravvissuti vivono confinati in zone di quarantena governate dall’esercito, mentre fuori dalle mura prosperano gruppi di predoni e fazioni ribelli come le Luci. Il gioco riprende e reinterpreta i classici temi del survival horror post-apocalittico, dai Resident Evil ai Silent Hill, con un tono più maturo e realistico che all’epoca ricordava a molti l’atmosfera di serie come The Walking Dead.

Joel ed Ellie, un legame difficile

Al centro della storia ci sono due protagonisti agli antipodi. Joel è un uomo indurito dalla perdita, un contrabbandiere che ha smesso di credere in qualcosa; Ellie è una ragazzina di quattordici anni nata dopo il collasso, curiosa e testarda, immune al contagio. Il loro viaggio attraverso un’America in rovina parte come una consegna e si trasforma in un rapporto quasi paterno, costruito con una gradualità rara. La forza del racconto sta proprio nei silenzi, negli sguardi e nei dialoghi minuti, sostenuti da un doppiaggio e da una recitazione in motion capture — Troy Baker e Ashley Johnson — che hanno fatto scuola.

Un gameplay fondato sulla scarsità

Sul piano ludico, The Last of Us punta tutto sulla tensione della sopravvivenza. Le munizioni sono poche, ogni risorsa va cercata e ogni scontro pesa. Il sistema di crafting permette di assemblare kit medici, molotov e potenziamenti a partire da materiali raccolti nell’ambiente, obbligando il giocatore a scegliere costantemente come impiegarli. L’approccio stealth è quasi sempre preferibile: la modalità ascolto aiuta a individuare i nemici, ma non concede sconti, soprattutto contro i Clicker, gli infetti ormai ciechi che si orientano con l’eco e uccidono con un solo colpo. L’intelligenza artificiale dei compagni accompagna senza intralciare, e i nemici umani reagiscono in modo credibile, aumentando il senso di pericolo.

Comparto tecnico e artistico

Tecnicamente, il gioco spremeva la PlayStation 3 fino all’ultima goccia. Gli scenari, dalle città riconquistate dalla vegetazione agli interni abbandonati, raccontano una storia anche senza parole, grazie a una cura maniacale del dettaglio. La colonna sonora firmata da Gustavo Santaolalla, essenziale e malinconica, accompagna l’azione senza mai sovrastarla. È un insieme che dimostra come un videogioco possa toccare corde emotive profonde con mezzi misurati.

Un’eredità enorme

Il finale, discusso e coraggioso, ha alimentato dibattiti che durano ancora oggi e ha posto le basi per il seguito. Negli anni The Last of Us è tornato in versione Remastered su PS4, ha avuto un seguito diretto con The Last of Us Parte II, un remake completo (Part I) nel 2022 e infine una serie televisiva HBO capace di conquistare un pubblico ben più ampio di quello videoludico. Per altri adattamenti di grandi saghe, leggi anche le novità su House of the Dragon.

Il verdetto

Punti positivi: una scrittura di altissimo livello e personaggi memorabili; il rapporto tra Joel ed Ellie costruito con grande delicatezza; un gameplay teso che valorizza la scarsità di risorse; direzione artistica e colonna sonora di rara eleganza; un comparto tecnico che sfida i limiti della PlayStation 3.

Punti negativi: alcune sezioni di combattimento possono risultare ripetitive; l’IA dei compagni mostra qualche ingenuità nelle fasi stealth; il ritmo rallenta in un paio di passaggi centrali.

Conclusione: The Last of Us è un’esperienza matura e coesa, in cui narrazione e gameplay si sostengono a vicenda. Un titolo imprescindibile, che ha ridefinito ciò che un videogioco può raccontare e continua a influenzare l’intero settore.

Dove recuperarlo

Per (ri)vivere l’avventura di Joel ed Ellie: The Last of Us Part I, il seguito The Last of Us Parte II Remastered e la serie HBO in home video.

Punti positivi

  • Scrittura e personaggi memorabili: il rapporto tra Joel ed Ellie è costruito magistralmente, sorretto da un gameplay teso, una direzione artistica curata e la colonna sonora di Gustavo Santaolalla.

Punti negativi

  • Qualche sezione di combattimento risulta ripetitiva e l'IA dei compagni non è sempre impeccabile nelle fasi stealth.
Verdetto
The Last of Us è un'esperienza matura e coesa, in cui narrazione e gameplay si sostengono a vicenda: un titolo imprescindibile che ha ridefinito ciò che un videogioco può raccontare.
9.5
Eccellente
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L'autore
Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Subway Press.
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