Durante la campagna promozionale di Cyberpunk 2077, CD Projekt RED mostrò a più riprese gli impianti cibernetici che il giocatore avrebbe potuto installare. Tra questi spiccavano i nanowire (o monofilo), un potenziamento pensato per l’azione ravvicinata e per la manipolazione dei sistemi nemici.
Cosa sono i nanowire
Come spiegato dallo studio in un video condiviso all’epoca sui social, i nanowire sono una serie di filamenti metallici, simili a una garrota, innestati nel braccio del protagonista. Si possono estrarre e agganciare ai nemici per eliminarli in silenzio, ma la loro particolarità sta altrove: gli stessi filamenti permettono di hackerare gli avversari e i dispositivi collegati, trasformando un’arma da mischia in uno strumento di guerra informatica.
Il cyberware di Night City
I nanowire sono soltanto uno dei tanti impianti disponibili in Cyberpunk 2077. Il sistema di potenziamenti, chiamato cyberware, consente di modificare braccia, occhi, sistema nervoso e altre parti del corpo di V, aprendo stili di gioco molto diversi: dall’approccio furtivo a quello puramente offensivo, fino alla specializzazione nel netrunning, ovvero l’hacking. La scelta degli impianti incide sul modo in cui si affrontano le missioni per le strade di Night City.
Dalle promesse al lancio
All’epoca l’uscita era fissata per l’aprile del 2020, ma il gioco subì diversi rinvii e arrivò infine il 10 dicembre 2020. Il debutto fu segnato da problemi tecnici, soprattutto sulle console della generazione precedente. Con gli aggiornamenti successivi, e in particolare con la versione 2.0 e l’espansione Phantom Liberty del 2023, molti sistemi (cyberware compreso) sono stati rivisti e migliorati. Per un quadro completo si può consultare la scheda di Cyberpunk 2077 e la notizia sull’edizione definitiva.
Chi vuole provare gli impianti di Night City può recuperare Cyberpunk 2077 su Amazon. Altre notizie sul lavoro di CD Projekt RED e sul resto del settore sono nella sezione Videogiochi; per le origini dello studio resta un riferimento The Witcher 2.
