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Watch Dogs su Wii U, dieci anni dopo: la versione cancellata dell’open world Ubisoft

Nel giugno 2014, pochi giorni prima dell’uscita ufficiale di Watch Dogs, Ubisoft aveva confermato che una versione Wii U del gioco era in sviluppo presso lo studio di Bucarest. La pubblicazione slittò ripetutamente e, alla fine, il porting non vide mai la luce. A distanza di dodici anni dall’uscita originale del titolo su PlayStation 4, Xbox One, PC e console di precedente generazione, vale la pena ripercorrere la vicenda di una versione fantasma che avrebbe dovuto sfruttare il GamePad Nintendo come dispositivo di hacking.

Un porting annunciato e rinviato

La versione Wii U fu annunciata insieme alle altre edizioni durante l’E3 2013. Ubisoft aveva previsto un lancio simultaneo, ma già a maggio 2014 la casa francese comunicò un ritardo indefinito per permettere al team di rifinire il prodotto. Ogni trimestre successivo, i dirigenti menzionavano il titolo come ancora attivo, finché nel marzo 2015 Ubisoft ammise che il porting non sarebbe mai stato pubblicato. Il motivo ufficiale fu di natura commerciale: le vendite della Wii U erano troppo basse per giustificare l’investimento nella rifinitura di un gioco ormai lontano dal lancio delle altre piattaforme.

Il ruolo del GamePad nel design originale

Durante le prime demo presentate alla stampa, Ubisoft aveva mostrato un utilizzo specifico del touchscreen integrato nel GamePad. Aiden Pearce avrebbe potuto visualizzare la mappa di Chicago sullo schermo del controller e interagire con la rete cittadina senza interrompere l’azione sullo schermo principale. L’hacking, meccanica centrale del gioco, sarebbe risultato più immediato. Alcuni fan hanno speculato che queste soluzioni abbiano richiesto un lavoro di adattamento eccessivo rispetto ai ritorni previsti dal mercato, motivo per cui il porting rimase in un limbo operativo.

L’eredità del primo Watch Dogs

Nonostante il ridimensionamento rispetto alle demo dell’E3 2012, il primo Watch Dogs vendette più di nove milioni di copie nel primo mese di vita commerciale e aprì la strada a due seguiti, Watch Dogs 2 nel 2016 e Watch Dogs Legion nel 2020. La saga ha rappresentato per Ubisoft uno dei tentativi più ambiziosi di raccontare i temi della sorveglianza digitale e delle smart city, un soggetto che negli anni successivi avrebbe trovato nuova attualità fuori dal videogioco.

Perché la versione Wii U resta un caso studio

Il caso Watch Dogs su Wii U rientra in quella lista di porting promessi e mai usciti che ha caratterizzato gli ultimi anni della piattaforma Nintendo. Altri esempi celebri sono rappresentati da Rayman Legends, inizialmente esclusivo Wii U e poi portato su tutte le console, e da giochi come Aliens: Colonial Marines, che tentarono di sfruttare il GamePad senza trovare una nicchia commerciale. Per chi volesse approfondire altri casi simili, rimandiamo al nostro articolo sui giochi cancellati e mai pubblicati nella storia recente del medium. Oggi, con la stagione del remake e del remaster in pieno svolgimento, l’ipotesi di una riedizione del primo Watch Dogs potrebbe riaprire il discorso sulle versioni lasciate indietro.

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