Abbonati
Ricevi quotidianamente il meglio di SubwayPress nella tua casella di posta
I più visti

Leonardo da Vinci, 507 anni dalla morte: l’addio del 2 maggio 1519 ad Amboise

Il 2 maggio 1519 Leonardo da Vinci muore nella sua camera al Castello del Clos Lucé, residenza rinascimentale a poca distanza dal castello reale di Amboise, in Valle della Loira. Aveva 67 anni e si trovava in Francia da circa due anni e mezzo, ospite di re Francesco I, che lo aveva invitato oltralpe nel 1516 nominandolo “primo pittore, ingegnere e architetto del re”. A 507 anni esatti dalla sua morte, la figura del maestro toscano resta uno snodo della storia europea della cultura, dell’arte e della scienza.

L’arrivo in Francia e gli ultimi anni al Clos Lucé

Nel 1516, all’età di 64 anni, Leonardo attraversa le Alpi al seguito di Francesco I e si stabilisce al Clos Lucé, dimora collegata al castello reale di Amboise da un passaggio sotterraneo. Porta con sé tre opere che continuerà a rifinire fino agli ultimi mesi: la Monna Lisa, la Vergine, il Bambino e Sant’Anna e il San Giovanni Battista. Lo accompagnano i suoi taccuini e manoscritti, oltre ai due allievi più prossimi, Francesco Melzi e Salaì.

In Francia Leonardo si dedica più al disegno, all’ingegneria idraulica e alla progettazione di feste di corte che alla pittura. Tra i progetti documentati vi sono il piano di una nuova residenza reale a Romorantin, lo studio di un canale che avrebbe dovuto collegare la Loira alla Saona e l’organizzazione delle feste per il battesimo del Delfino, nel 1518. Continua inoltre ad annotare osservazioni anatomiche e meccaniche sui suoi quaderni.

Il testamento del 23 aprile 1519

Pochi giorni prima della morte, il 23 aprile 1519, Leonardo detta il proprio testamento al notaio Guglielmo Boreau, alla presenza di cinque testimoni e di Francesco Melzi. Nel documento esprime la volontà di essere sepolto nella collegiata di Saint-Florentin, all’interno del castello d’Amboise. Il testamento dispone una distribuzione meticolosa dei beni: i manoscritti, i disegni e gli strumenti vengono lasciati a Melzi, mentre Salaì riceve la metà della vigna ottenuta in dono dal duca Ludovico il Moro a Milano. Una porzione di beni è destinata alla servitù e alle esequie.

Le cause della morte

Le fonti contemporanee indicano un peggioramento progressivo della salute di Leonardo a partire dall’autunno 1517, quando il viaggiatore Antonio de Beatis annota la paralisi del lato destro del corpo. La paralisi, mai totale, lo costringe ad alternare sempre più spesso il disegno alla pittura, attività quest’ultima che richiede una piena coordinazione delle due mani. Gli storici della medicina ritengono oggi probabile che si sia trattato delle conseguenze di uno o più ictus cerebrali.

Il racconto secondo cui Leonardo sarebbe spirato tra le braccia di Francesco I, diffuso dal pittore Giorgio Vasari nelle Vite e ripreso nell’Ottocento dal dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres, è oggi considerato una ricostruzione tarda e priva di riscontri d’archivio. Il sovrano si trovava infatti a Saint-Germain-en-Laye nei giorni del lutto, come attesta una lettera del cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena.

La sepoltura ad Amboise e il destino dei resti

Leonardo viene sepolto il 12 agosto 1519 nella collegiata di Saint-Florentin, all’interno del castello d’Amboise. La chiesa subisce gravi danni durante la Rivoluzione francese e viene demolita nel 1802. Nel 1863 lo scrittore Arsène Houssaye conduce una campagna di scavo nell’area, recuperando ossa attribuite al maestro e una pietra incisa con il nome Leonardus Vincius; i resti vengono trasferiti nella vicina cappella di Saint-Hubert, dove riposano oggi all’interno del castello reale. L’attribuzione delle ossa, però, rimane oggetto di dibattito tra gli storici e gli antropologi.

L’eredità del genio universale

Francesco Melzi, allievo prediletto, riporta i manoscritti e i disegni a Vaprio d’Adda, dove li conserva fino alla propria morte nel 1570. Da quel momento il corpus si disperde tra collezioni europee, prima di essere parzialmente ricomposto nel Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana e nei codici Arundel e Forster del British Museum, oltre ai fogli di Windsor. La Monna Lisa, restata in Francia dopo la morte del maestro, entra nelle collezioni di Francesco I e diventa nei secoli successivi il dipinto più visitato del Louvre.

Le commemorazioni del cinquecentenario nel 2019 hanno coinvolto Italia e Francia in un programma congiunto: i Musei Vaticani hanno aperto un percorso dedicato all’Ultima Cena, mentre il Louvre ha allestito la più grande mostra mai realizzata sull’artista. Leonardo continua a essere studiato in pubblicazioni che incrociano arte, ingegneria, anatomia e scienza dei materiali, con l’apporto delle tecniche di indagine non distruttiva applicate ai dipinti e ai manoscritti.

Per altri approfondimenti su grandi figure e luoghi della cultura italiana, si rimanda agli articoli dedicati alla Sindone di Torino e al parco archeologico di Pompei; sul lato meno noto delle abitudini del maestro toscano, invece, si trova un riferimento al cosiddetto Leonardo Sleep Method nell’articolo sul sonno polifasico.

Condividi l'articolo:
Potrebbe interessarti anche...

    Rispondi

    Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono segnati da *

    Grazie per aver utilizzato il form!
    Abbonati
    Ricevi quotidianamente il meglio di SubwayPress nella tua casella di posta
    I più visti
    Scelte della redazione
    Recensione in primo piano
    Recensioni degli utenti
    Giochi consigliati