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Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, i video gameplay del 2014 e l’eredità della struttura aperta

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, uscito nel settembre 2015 su PC, PlayStation 4, PlayStation 3, Xbox One e Xbox 360, rappresenta il canto del cigno della collaborazione fra Hideo Kojima e Konami. I video di gameplay mostrati nei mesi che hanno preceduto il lancio, fra cui quelli dell’E3 2014, hanno introdotto il pubblico alla struttura aperta del gioco e alle meccaniche di infiltrazione che avrebbero ridefinito il genere stealth.

A distanza di oltre dieci anni dal debutto, The Phantom Pain mantiene un posto particolare nella storia del medium. Il materiale promozionale rilasciato all’epoca, che all’inizio suscitava dubbi per il tono meno diretto rispetto ai capitoli precedenti, si è rivelato un ritratto accurato di un’esperienza libera e stratificata. Oggi è utile ricostruire cosa raccontavano quei trailer e come si sono tradotti nel prodotto finale.

I gameplay video del 2014

Nel corso del 2014 Konami e Kojima Productions diffusero diversi video di gameplay ambientati in Afghanistan. Le sequenze mostravano Big Boss infiltrarsi in postazioni militari con strumenti diversificati: fumogeni, distrattori sonori, armi non letali e il fido compagno Diamond Dog, il cucciolo di lupo salvato nel prologo. I filmati evidenziavano il cambio dinamico di meteo e la transizione giorno-notte, elementi che nel gioco finale avrebbero influenzato il comportamento delle guardie e le opportunità di approccio.

La struttura aperta di Afghanistan e Angola

La versione definitiva di The Phantom Pain offre due grandi aree di gioco, l’Afghanistan del 1984 e la regione di frontiera fra Zaire e Angola. Ogni mappa contiene oltre 40 missioni principali e più di 150 incarichi secondari. Il giocatore può affrontare ogni obiettivo con approcci diversi: azione diretta, infiltrazione totale o manovre diversive. Il sistema Fulton consente di estrarre nemici, veicoli e persino animali per popolare la Mother Base, il centro operativo di Diamond Dogs.

Un’eredità che continua

Le innovazioni di The Phantom Pain hanno influenzato numerosi giochi stealth successivi, da Hitman (2016) a Ghost of Tsushima (2020). Il sistema di missioni modulari è stato ripreso da Death Stranding (2019), il progetto successivo di Kojima con Kojima Productions. Konami, nel frattempo, ha annunciato nel 2023 il remake di Metal Gear Solid originale, affidato a Virtuos e atteso per il 2025. Il distacco fra Kojima e Konami, avvenuto alla fine del 2015, resta uno dei momenti più discussi della storia recente dei videogiochi.

I video di gameplay del 2014, oggi disponibili negli archivi ufficiali di Konami su YouTube, conservano un valore documentario per chi vuole comprendere la transizione del franchise verso la struttura open world. Per una panoramica dell’intera saga, la scheda tecnica di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain raccoglie tutti i dettagli di uscita, piattaforme, sviluppatore e accoglienza critica.

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