Nel 2019 lo streaming iniziava a imporsi come un nuovo modo di fruire i videogiochi. Tra i produttori di console, Microsoft era la società che poteva contare sui mezzi più solidi per seguire questa direzione e per reggere il confronto con colossi esterni al settore ma potenzialmente interessati al gaming. In questo quadro si parlava anche di una possibile collaborazione con Nintendo in ambito cloud.
Il cloud gaming entra in scena
Microsoft stava sviluppando xCloud, la sua tecnologia di gioco in streaming, mentre Google si preparava a lanciare Stadia. La forza dell’azienda di Redmond stava nell’infrastruttura Azure, una rete di data center capace di sostenere lo streaming su larga scala. Un’eventuale intesa con Nintendo avrebbe permesso di portare esperienze cloud anche sulla famiglia di console giapponesi, pur con caratteristiche tecniche diverse rispetto alle macchine più potenti di Microsoft.
Un riavvicinamento già avviato
I rapporti tra le due aziende erano già migliorati negli anni precedenti. Minecraft, di proprietà Microsoft, era approdato su Switch con supporto al multiplayer multipiattaforma, e alcuni titoli come Cuphead e Ori and the Blind Forest avevano raggiunto la console Nintendo. Il dialogo sul cloud era un passo ulteriore in questa direzione. Trovi altre notizie su Nintendo e Microsoft nella nostra sezione videogiochi.
Cosa è successo dopo
In Giappone alcuni giochi sono effettivamente arrivati su Switch in versione cloud, come Assassin’s Creed Odyssey e Control, confermando l’interesse per questa formula. Il legame tra le due aziende si è poi rafforzato nel 2023, quando Microsoft, durante l’acquisizione di Activision Blizzard, ha firmato con Nintendo un accordo decennale per portare Call of Duty sulle piattaforme Nintendo. Il cloud gaming, intanto, è diventato parte integrante dei servizi in abbonamento. Chi vuole provare i giochi citati può trovarli su Amazon.
