Star City è arrivata su Apple TV+ il 29 maggio 2026 e in pochi giorni si è imposta tra le novità seriali più discusse dell’estate. Lo spin-off di For All Mankind firmato da Ben Nedivi, Matt Wolpert e Ronald D. Moore sposta il racconto della corsa allo spazio dentro l’Unione Sovietica, e il terzo episodio debutta venerdì 5 giugno.
La corsa allo spazio vista da Mosca
Il titolo richiama la Città delle Stelle, sede del centro di addestramento dei cosmonauti Yuri Gagarin. La storia si apre nel giugno del 1969, in una linea temporale alternativa in cui un cosmonauta sovietico diventa il primo uomo a camminare sulla Luna. Dietro l’impresa si muovono il Capo Progettista Sergei Korolev e la sezione di sorveglianza del KGB, che protegge il programma e ne nasconde i segreti. La serie alterna le sale di controllo, gli alloggi dei cosmonauti e gli uffici dell’intelligence, costruendo un thriller in piena Guerra Fredda.
Un cast guidato da Rhys Ifans
Rhys Ifans interpreta il Capo Progettista Korolev, mentre Anna Maxwell Martin veste i panni della colonnella Lyudmilla Raskova, a capo della sorveglianza alla Città delle Stelle. Completano il cast Agnes O’Casey, Alice Englert, Solly McLeod, Adam Nagaitis, Ruby Ashbourne Serkis e Josef Davies. Le riprese si sono svolte a Vilnius, in Lituania, e la colonna sonora è di Federico Jusid. Trovi tutti i dettagli nella scheda tecnica di Star City.
Quando escono gli episodi
La prima stagione conta otto episodi. Dopo il debutto doppio del 29 maggio, Apple TV+ pubblica un nuovo episodio ogni venerdì: il terzo, intitolato Bad Dancer, arriva il 5 giugno, e il finale è fissato per il 10 luglio 2026. Chi ama le serie di genere può intanto recuperare altri titoli in arrivo, come The Boroughs su Netflix o la terza stagione di House of the Dragon.
Cosa dice la critica
L’accoglienza è stata calorosa: Star City ha raccolto il 96% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e un punteggio di 80 su 100 su Metacritic, dopo l’anteprima mondiale fuori concorso al Canneseries 2026. I critici hanno apprezzato il tono da thriller politico e la capacità di ampliare l’universo di For All Mankind senza ripeterlo.
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