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Onde gravitazionali: il nuovo catalogo LIGO-Virgo-KAGRA sfiora le 400 rilevazioni

La collaborazione LIGO-Virgo-KAGRA ha pubblicato un nuovo catalogo di onde gravitazionali che segna un record: 161 nuovi eventi rilevati tra l’aprile 2024 e il gennaio 2025, che portano il totale delle rilevazioni a 390. In pochi anni l’astronomia gravitazionale è passata da singole scoperte eccezionali a un flusso quasi settimanale di segnali.

Un catalogo che raddoppia i segnali

Le onde gravitazionali sono increspature dello spazio-tempo previste da Einstein e generate da eventi violenti come la fusione di due buchi neri. Il nuovo catalogo, parte della serie Gravitational-Wave Transient Catalogue, quasi raddoppia il numero di eventi noti e offre un campione statistico molto più ampio con cui studiare la popolazione dei buchi neri nell’universo.

Buchi neri di seconda generazione

Tra i risultati più rilevanti, i dati forniscono indizi sull’esistenza di buchi neri di seconda generazione, nati cioè dalla fusione di buchi neri più piccoli formatisi a loro volta da fusioni precedenti. Il catalogo include inoltre la localizzazione nel cielo più precisa mai ottenuta per una sorgente di onde gravitazionali e la prima misura di tre modi di vibrazione di un buco nero, un traguardo che conferma la maturità raggiunta da questa disciplina.

Strumenti sempre più sensibili

Questi numeri sono il frutto di una serie di potenziamenti agli interferometri LIGO e del ritorno in attività di Virgo, in Italia, rimasto fermo per quattro anni. Con la sensibilità aumentata, la rete di rivelatori riesce oggi a captare fino a tre o quattro segnali a settimana. Per approfondire il ruolo dei buchi neri nell’universo puoi leggere il nostro articolo sugli esopianeti attorno ai buchi neri supermassicci e le scoperte del James Webb Space Telescope.

Verso un’astronomia di precisione

Ogni nuovo segnale aiuta a ricostruire la storia dei buchi neri e delle stelle di neutroni, affinando i modelli sulla loro massa, rotazione e distribuzione. Il catalogo completo è descritto negli articoli scientifici della collaborazione, disponibili sul portale della European Gravitational Observatory.

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