Il primo maggio 2026 segna il ritorno di Beltane, una delle quattro grandi feste del calendario celtico insieme a Samhain, Imbolc e Lughnasadh. Per gli antichi popoli dell’Europa atlantica, questa data rappresentava il passaggio dalla metà oscura dell’anno a quella luminosa, un momento dedicato al fuoco, alla fertilità della terra e alla protezione del bestiame condotto sui pascoli estivi. Ancora oggi, in Irlanda, in Scozia e nelle isole britanniche, comunità e gruppi tradizionalisti si ritrovano per accendere falò che richiamano gesti antichi di duemila anni fa.
Le origini di Beltane nel calendario celtico
Il termine Beltane deriva probabilmente da Bel Tene, “fuoco di Bel”, divinità solare adorata in tutto il mondo gaelico. Le fonti antiche, in particolare il Libro Giallo di Lecan e il Sanas Cormaic del IX secolo, descrivono la cerimonia centrale: i druidi accendevano due fuochi e facevano passare il bestiame in mezzo, per purificarlo e proteggerlo dalle malattie durante la stagione del pascolo. Ogni focolare domestico veniva spento e poi riacceso con una fiamma presa dal fuoco sacro, gesto che rinnovava simbolicamente il legame tra famiglia e comunità.
L’archeologia conferma queste pratiche: a Tara, antica sede dei re d’Irlanda, gli scavi hanno rivelato tracce di grandi roghi rituali databili tra il I e il VI secolo d.C. La collina di Uisneach, considerata centro spirituale dell’isola, ospita ancora oggi una cerimonia annuale che richiama migliaia di partecipanti.
I rituali di fertilità e la rugiada del primo maggio
Beltane segna anche il momento dell’anno in cui la natura raggiunge il pieno della sua forza vegetativa. Le tradizioni rurali documentate dai folkloristi del XIX secolo, in particolare da Lady Augusta Gregory e da W.B. Yeats, descrivono la raccolta della rugiada all’alba del primo maggio: le giovani donne se la stendevano sul viso, perché si riteneva proteggesse la pelle e portasse bellezza per tutto l’anno.
Si decoravano le case con rami di biancospino, di sorbo e di betulla, alberi associati alla protezione e alla rinascita. Nei villaggi gaelici si erigeva un palo di maggio, attorno al quale si danzava intrecciando nastri colorati. Il vescovo gallese Geraldo di Cambrai, nel XII secolo, annotava con disappunto la persistenza di queste usanze, ritenute pagane dalla Chiesa medievale ma sopravvissute fino in epoca vittoriana. Per altre tradizioni popolari italiane legate ai cicli stagionali, si veda anche la figura della Befana e i suoi simboli di rinascita.
Beltane oggi: tra Wicca, neopaganesimo e turismo culturale
Dagli anni Cinquanta, con la nascita della Wicca per opera di Gerald Gardner, Beltane è entrata nel calendario delle otto feste della “ruota dell’anno”, celebrazioni che scandiscono il ciclo delle stagioni nel neopaganesimo contemporaneo. A Edimburgo, ogni 30 aprile dal 1988, il Beltane Fire Festival sulla collina di Calton attira più di diecimila spettatori: una processione teatrale che reinterpreta i temi mitologici della Regina di Maggio e del Re Verde.
In Italia, gruppi vicini al druidismo moderno si riuniscono in alcune località del Piemonte e della Lombardia, regioni che conservano toponimi e tradizioni di matrice celtica. Anche senza adesione religiosa, molti partecipano al rito per ragioni culturali, attratti dal legame con la natura e dalla riscoperta delle radici precristiane d’Europa.
Come si celebra Beltane nel 2026
Per il 2026, le principali manifestazioni sono confermate a Edimburgo (30 aprile), a Uisneach in Irlanda (1° maggio) e a Glastonbury, in Inghilterra, dove l’evento dura tre giorni. In Italia, il Cammino del Druido nel parco nazionale del Gran Paradiso propone una camminata notturna con accensione del fuoco al sorgere del sole, esperienza che si abbina spesso all’osservazione delle stelle cadenti primaverili. Chi preferisce un approccio domestico può accendere una candela, decorare la tavola con fiori di campo e preparare un pasto a base di latte, miele e dolci ai semi, ingredienti che la tradizione considera offerte di stagione.
