All’epoca, nel maggio 2019, la pubblicazione di un nuovo lungo trailer con sequenze di gameplay svelò la data di uscita di Death Stranding, l’esclusiva PlayStation 4 firmata da Hideo Kojima. L’opera sarebbe arrivata l’8 novembre, ma nonostante le molte informazioni i punti interrogativi restavano numerosi. Fu lo stesso Kojima, con un messaggio pubblicato sul suo profilo ufficiale, a provare a spiegare la propria creazione: “Le persone hanno costruito muri e si sono abituate a vivere in isolamento. Death Stranding è un tipo di gioco action completamente nuovo, in cui l’obiettivo è riconnettere città isolate e una società frammentata”.
La definizione di Kojima
Nella visione dell’autore, tutti gli elementi del gioco, dalla storia al gameplay, sarebbero stati legati da un unico tema: la connessione. Kojima parlò di uno strand game, un genere costruito attorno all’idea del filo che unisce le persone, in contrapposizione ai giochi basati soltanto sullo scontro. Il messaggio, come da tradizione per l’autore, alimentava la curiosità senza sciogliere del tutto i dubbi sul risultato finale.
Kojima Productions dopo Konami
Death Stranding rappresentava un passaggio importante anche per ragioni industriali. Era il primo gioco di Kojima Productions dopo la separazione dell’autore da Konami, avvenuta nel 2015, e nasceva grazie a un accordo con PlayStation che garantiva allo studio piena libertà creativa. Il progetto univa un cast di attori riconoscibili, tra cui Norman Reedus, Mads Mikkelsen e Léa Seydoux, a un impianto tecnico costruito sul motore Decima di Guerrilla Games.
L’eredità e i progetti successivi
Il gioco ha poi avuto un seguito diretto, Death Stranding 2: On the Beach, uscito nel 2025, mentre lo studio ha annunciato altri progetti come l’action Physint e l’horror OD. Chi vuole seguire il percorso di Kojima può leggere l’approfondimento su Physint, la scheda di Death Stranding e le altre notizie nella sezione Videogiochi. Su Amazon sono disponibili le edizioni del gioco.
