L’Agenzia spaziale europea si prepara ad aprire gli archivi del suo telescopio Euclid. Il 21 ottobre 2026 la missione pubblicherà la sua prima grande release di dati scientifici, chiamata Data Release 1 (DR1). Dopo la piccola anticipazione del marzo 2025, questo passaggio segna l’avvio concreto dello sfruttamento di una survey pensata per mappare l’Universo con una profondità e un’estensione mai raggiunte prima dallo spazio.
Una survey di quasi 1900 gradi quadrati
La DR1 raccoglie le osservazioni della survey ampia di Euclid su circa 1900 gradi quadrati di cielo, divisi fra quasi 500 gradi quadrati nell’emisfero nord e 1400 gradi quadrati nell’emisfero sud. A questi si aggiungono i campi profondi, i campi di calibrazione e una serie di osservazioni raccolte prima ancora dell’inizio della survey nominale. Per dare un’idea delle proporzioni, questa porzione rappresenta solo una frazione dei 14 000 gradi quadrati che la missione coprirà al termine dei suoi sei anni di attività, e già contiene materiale sufficiente a tenere occupati gli astronomi per molto tempo.
Galassie a centinaia di migliaia
Il catalogo mostra mosaici in campo profondo con centinaia di migliaia di galassie, osservate nel visibile e nel vicino infrarosso. Compaiono anche migliaia di galassie nane poco luminose e galassie rosse massicce provenienti dall’Universo giovane, preziose per ricostruire la storia della formazione delle strutture cosmiche. Per ciascuna, Euclid misura la forma e la distanza, così da seguire il modo in cui la materia si è assemblata nel corso del tempo.
Materia oscura ed energia oscura al centro della missione
Dietro al catalogo si trova l’obiettivo centrale della missione: capire la materia oscura e l’energia oscura, che compongono gran parte del contenuto dell’Universo senza che sia ancora chiaro di cosa siano fatte. Mappando la distribuzione delle galassie e il modo in cui la loro luce viene deformata dalla gravità, Euclid prova a misurare l’espansione dell’Universo e il ritmo con cui le grandi strutture si sono formate. La DR1 fornisce già quasi 500 candidati di lenti gravitazionali forti, quelle configurazioni in cui una galassia massiccia curva e amplifica la luce di un oggetto posto sullo sfondo.
Una missione che cresce di scala
Lanciato nel luglio 2023 e collocato attorno al punto di Lagrange L2, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, Euclid aveva consegnato le sue prime immagini a colori già alla fine del 2023, seguite da una prima release rapida (Q1) nel marzo 2025, con circa 380 000 galassie. La DR1 cambia scala e prepara il terreno per le release successive, che affineranno ancora la misura dei parametri cosmologici. I dati saranno dapprima accessibili alle squadre scientifiche, poi via via a un pubblico più ampio attraverso gli archivi dell’ESA.
Per restare nell’attualità spaziale, vi rimandiamo al nostro articolo su la sonda BepiColombo in orbita attorno a Mercurio, su il telescopio Nancy Grace Roman e sul decagono di Saturno osservato da Hubble. Tutti gli approfondimenti si trovano nella sezione Scienza. Il dettaglio del contenuto della DR1 è pubblicato dall’ESA.
Per approfondire, i saggi di cosmologia del fisico Amedeo Balbi sono un ottimo punto di partenza, mentre un telescopio per principianti permette di dare un primo sguardo al cielo profondo.
