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Google Stadia: 30 giochi annunciati e altri in arrivo

Durante l’evento Stadia Connect del giugno 2019, Google presentava trenta titoli in arrivo sul suo servizio di gioco in streaming e prometteva ulteriori annunci nei mesi successivi. La piattaforma puntava a far girare i giochi direttamente sui server dell’azienda, senza bisogno di una console dedicata: bastavano una connessione stabile, un browser o un dispositivo compatibile e un controller. L’obiettivo era costruire un catalogo capace di attirare il pubblico prima del debutto commerciale.

Come funzionava Stadia

L’idea alla base del servizio era spostare il calcolo dal salotto ai data center di Google. Il gioco veniva eseguito in remoto e trasmesso in video allo schermo del giocatore, mentre i comandi del controller viaggiavano nella direzione opposta. In teoria questo permetteva di avviare un titolo in pochi istanti, senza installazioni né aggiornamenti, e di passare da un dispositivo all’altro mantenendo la stessa partita. La qualità dell’esperienza restava però legata alla bontà della connessione, un limite che avrebbe pesato sul progetto.

I giochi annunciati

Tra i trenta titoli mostrati figuravano nomi di primo piano come Borderlands 3, Assassin’s Creed Odyssey, Metro Exodus, Wolfenstein: Youngblood e Baldur’s Gate 3, allora ancora lontano dall’uscita. La selezione mescolava grandi produzioni e progetti attesi, con l’intento di dimostrare che lo streaming potesse ospitare gli stessi giochi disponibili su PC e console, senza rinunce evidenti sul piano tecnico.

Nuove partnership e altri annunci in arrivo

Google rivelava anche accordi con diversi studi, tra cui Rockstar Games, senza però precisare quali giochi sarebbero arrivati sulla piattaforma. L’azienda lasciava intendere che la successiva ondata di annunci sarebbe arrivata alla Gamescom di agosto e, forse, durante l’E3 2019. “Avremo altre notizie da condividere alla Gamescom”, si leggeva in un messaggio ufficiale di Stadia, che alimentava le attese della community.

Com’è finita l’avventura di Stadia

Il servizio è poi partito nel novembre 2019, ma non ha raggiunto il pubblico sperato, complici un catalogo meno ricco del previsto e una comunicazione poco chiara. Nel gennaio 2023 Google ha chiuso Stadia, rimborsando gli acquisti di hardware, giochi e contenuti aggiuntivi effettuati da giocatori e negozio. A distanza di anni, quell’annuncio dei trenta titoli resta la testimonianza di un tentativo ambizioso di portare il gioco in streaming nel mercato di massa. Per altre notizie sul settore, la sezione videogiochi raccoglie i nostri aggiornamenti.

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