Nel 2019, durante il periodo dell’E3 e degli eventi collegati, arrivavano le prime immagini di gioco di Streets of Rage 4, il ritorno di una delle serie picchiaduro a scorrimento più amate di SEGA. Un filmato tratto dalla demo presentata al BitSummit di Kyoto mostrava una decina di minuti di azione e permetteva di vedere finalmente il gioco in movimento, dopo l’annuncio accolto con entusiasmo dai fan storici.
Il ritorno di una serie storica
Streets of Rage 4 rappresentava il primo capitolo principale della saga dopo oltre due decenni: l’ultimo episodio numerato, Streets of Rage 3, risaliva al 1994 sul Mega Drive. Il progetto puntava a riportare in auge il gameplay classico, fatto di combattimenti per le strade e ondate di nemici, aggiornandolo con comandi moderni e nuove idee. L’obiettivo dichiarato dagli sviluppatori era avvicinare nuovi giocatori e ricordare ai veterani perché la serie fosse rimasta nel cuore di tanti.
Chi c’era dietro il progetto
A occuparsi dello sviluppo erano tre studi: Dotemu, già editore di numerosi ritorni di grandi classici, Lizardcube, autore del rifacimento di Wonder Boy: The Dragon’s Trap, e Guard Crush Games. La direzione artistica affidata a Lizardcube portava un’estetica disegnata a mano, con personaggi e fondali animati che rinnovavano lo stile pixel dei primi episodi mantenendone lo spirito.
Il gameplay e i personaggi
Tra i protagonisti tornavano volti familiari come Axel Stone e Blaze Fielding, affiancati da nuove figure. Il sistema di combattimento univa combo, prese e mosse speciali, con la possibilità di giocare in cooperativa. Ogni personaggio offriva uno stile diverso, così da variare l’approccio agli scontri.
Com’è andata a finire
Il gioco è poi uscito il 30 aprile 2020 su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, con ottime accoglienze. Nel 2021 è arrivata l’espansione Mr. X Nightmare, che ha aggiunto personaggi e una modalità sopravvivenza. Per altre notizie sul mondo dei picchiaduro e delle riedizioni, la nostra sezione videogiochi raccoglie gli aggiornamenti dedicati.
