Abbonati

Ricevi quotidianamente il meglio di SubwayPress nella tua casella di posta

I più visti

Frank Capra: 129 anni dalla nascita del regista italoamericano de “La vita è meravigliosa”

Il 18 maggio 1897, a Bisacquino, piccolo comune della provincia di Palermo, nasceva Francesco Rosario Capra. Centoventinove anni dopo, il regista che il mondo intero conoscerà come Frank Capra resta un punto di riferimento del cinema americano della prima metà del Novecento, con tre Oscar alla regia e una manciata di titoli — da Accadde una notte a La vita è meravigliosa — che continuano a passare nelle programmazioni televisive e nelle sale d’essai di tutto il mondo.

Da Bisacquino a Los Angeles: l’infanzia di un emigrato siciliano

La famiglia Capra parte dalla Sicilia nel 1903, quando Francesco ha solo cinque anni. Il viaggio in nave dura quasi due settimane, e gli sbarchi a Ellis Island portano i Capra fino a Los Angeles, dove si stabiliscono nell’East Side. Il piccolo Francesco diventa “Frank”, impara l’inglese per strada e contribuisce alle finanze della famiglia vendendo giornali e suonando la chitarra nei locali del quartiere italiano.

Frank Capra è uno dei pochi registi della Golden Age di Hollywood ad aver completato un percorso universitario. Studia ingegneria chimica al California Institute of Technology (Caltech) e si laurea nella primavera del 1918. La preparazione tecnica influenza il suo modo di lavorare sul set: tagli misurati, geometria delle inquadrature, attenzione ai tempi e alle pause. Nel 1920 ottiene la cittadinanza statunitense e adotta ufficialmente il nome Frank Russell Capra.

L’incontro con Harry Cohn e gli anni della Columbia

Negli anni Venti Capra lavora come gagman per le comiche di Hal Roach con i Nostri Eroi, poi passa a Mack Sennett dove collabora alle sceneggiature dei film di Harry Langdon. Quando Langdon decide di mettersi in proprio, Capra lo segue come regista. Il sodalizio dura poco — i due litigano e si separano dopo Hai sbagliato uomo (1927) — ma apre a Capra le porte della Columbia Pictures di Harry Cohn.

Alla Columbia, allora considerata uno studio di seconda fascia, Capra trova il suo metodo. Dirige film in serie, sperimenta i primi sonori e arriva nel 1934 al titolo che cambia tutto. Accadde una notte, con Clark Gable e Claudette Colbert, vince i cinque Oscar principali: miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e migliore sceneggiatura non originale. Una statistica che il cinema americano replicherà soltanto nel 1976 con Qualcuno volò sul nido del cuculo e nel 1992 con Il silenzio degli innocenti.

L’America di Capra: idealismo, piccoli uomini, grandi sogni

Negli anni successivi Capra firma una serie di commedie civili che danno forma a un’idea precisa di America: È arrivata la felicità (1936), L’eterna illusione (1938) e Mister Smith va a Washington (1939), quest’ultimo con un James Stewart trentenne nei panni del senatore neoletto che sfida la corruzione del Congresso. Il critico Andrew Sarris coniò per questi film l’espressione “Capra-corn”, a sottolineare il sentimentalismo politico del regista; il pubblico americano, invece, vi riconobbe i propri ideali repubblicani durante gli anni del New Deal.

Con l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, Capra mette il proprio mestiere al servizio dell’esercito. Per il Dipartimento della Guerra realizza la serie Why We Fight, sette documentari di propaganda destinati alle truppe e poi distribuiti anche al pubblico civile. Il primo episodio, Prelude to War, vince l’Oscar al miglior documentario nel 1943.

“La vita è meravigliosa”: il flop diventato classico di Natale

Tornato dalla guerra, Capra fonda la Liberty Films insieme a William Wyler, George Stevens e Samuel Briskin. La prima produzione è It’s a Wonderful Life (1946), distribuito in Italia come La vita è meravigliosa: la storia di George Bailey, il bancario di Bedford Falls che, alla vigilia di Natale, sta per togliersi la vita finché un angelo di seconda classe gli mostra cosa sarebbe stata la sua città senza di lui. James Stewart torna a vestire i panni dell’uomo comune, Donna Reed è la moglie Mary, Lionel Barrymore l’antagonista Henry Potter.

All’uscita il film è un mezzo insuccesso commerciale: incassa circa 3,3 milioni di dollari contro un budget di 3,18 milioni, abbastanza per chiudere in attivo ma non per ripagare le aspettative di RKO. Capra ottiene cinque candidature agli Oscar 1947 e zero statuette, mentre I migliori anni della nostra vita di William Wyler vince in tutte le categorie principali. Il film diventa un classico soltanto a partire dagli anni Settanta, quando la scadenza del copyright lo fa entrare nel pubblico dominio e le reti televisive americane iniziano a trasmetterlo gratuitamente ogni dicembre. La rinnovata popolarità porta nel 1990 il National Film Registry della Library of Congress a inserirlo tra i film “culturalmente, storicamente o esteticamente significativi” da preservare.

Gli ultimi anni e l’eredità

Dopo gli anni Cinquanta Capra dirada le regie. Firma L’angelo con la pistola (1961) come ultimo lungometraggio per il cinema, poi si dedica a documentari scientifici per la Bell Telephone System e a una serie di conferenze nelle università americane. Nel 1971 pubblica l’autobiografia The Name Above the Title, che diventa uno dei testi di riferimento per chi vuole capire come funzionava il sistema degli studios negli anni Trenta e Quaranta.

Frank Capra muore a La Quinta, in California, il 3 settembre 1991 all’età di 94 anni. Lascia tre figli e una filmografia che la American Film Institute ha collocato più volte nelle proprie classifiche: La vita è meravigliosa al primo posto fra i film più ispirazionali di sempre, Mister Smith va a Washington e Accadde una notte stabilmente nei primi cento titoli del cinema americano. A Bisacquino, il museo etnografico cittadino conserva oggetti, fotografie e copie originali dei suoi film, e ogni anno il paese natale gli dedica una rassegna in occasione della ricorrenza del 18 maggio.

Tre Oscar per la regia: il record di Capra negli anni Trenta

Capra vince tre Oscar alla miglior regia in cinque anni: 1934 per Accadde una notte, 1936 per È arrivata la felicità, 1938 per L’eterna illusione. Nello stesso periodo è presidente dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (dal 1935 al 1939) e contribuisce a riformare il sistema dei premi e i rapporti tra l’Academy e le major. Nel 1982 l’AFI gli conferisce il Life Achievement Award, riconoscimento che pochi anni dopo andrà ad altri due maestri di origine italiana come Martin Scorsese e Francis Ford Coppola.

Recuperare i classici di Frank Capra in DVD e Blu-ray

Per chi vuole avere in casa i grandi titoli del regista, esistono edizioni italiane in alta definizione. Su Amazon è disponibile l’edizione restaurata in 4K UHD di La vita è meravigliosa in Blu-ray, mentre la versione italiana di Accadde una notte in DVD contiene contenuti speciali e doppia traccia audio. Per l’autobiografia, la traduzione italiana di Hollywood Story (Il nome sopra il titolo) resta uno dei migliori libri scritti da un regista sul mestiere del cinema.

SubwayPress ha dedicato altri approfondimenti agli anniversari dei grandi del cinema classico: tra cui i 97 anni dalla nascita di Audrey Hepburn e gli 82 anni di George Lucas. Per i lettori che seguono l’attualità, il Festival di Cannes 2026 è ancora in corso fino al 23 maggio.

Condividi l'articolo:

Potrebbe interessarti anche...

    Rispondi

    Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono segnati da *

    Grazie per aver utilizzato il form!

    Abbonati

    Ricevi quotidianamente il meglio di SubwayPress nella tua casella di posta

    I più visti

    Scelte della redazione

    Recensione in primo piano

    Recensioni degli utenti

    Giochi consigliati