Il 4 maggio 2026 segna i novantasette anni dalla nascita di Audrey Hepburn, attrice che continua a rappresentare un punto di riferimento della cultura cinematografica del Novecento. Venuta al mondo a Ixelles, comune di Bruxelles, nel 1929, Hepburn ha attraversato l’epoca d’oro di Hollywood lasciando interpretazioni che restano studiate nelle scuole di cinema e citate nella moda contemporanea. Lo stesso 4 maggio è stato adottato anche dai fan di un’altra grande icona della cultura popolare: lo Star Wars Day del 2026 ricorre nello stesso giorno.
Dall’infanzia in Olanda ai palcoscenici di Londra
Audrey Kathleen Ruston nasce il 4 maggio 1929 da Joseph Anthony Ruston, banchiere britannico di origini austro-irlandesi, e dalla baronessa olandese Ella van Heemstra. La famiglia si trasferisce nei Paesi Bassi nel 1939, ad Arnhem, dove la giovane Audrey vive l’occupazione tedesca della Seconda guerra mondiale. La fame patita nell’inverno del 1944, ricordato come l’Hongerwinter, segna la sua salute per tutta la vita. In quegli anni studia danza classica al Conservatorio di Arnhem, poi prosegue a Londra con Marie Rambert.
Il debutto a Broadway e la consacrazione con Vacanze Romane
Il 1951 la porta a New York per il ruolo del titolo in Gigi, l’adattamento teatrale di Anita Loos dal romanzo di Colette. La produzione corre per duecentodiciannove repliche e attira l’attenzione del regista William Wyler, che la sceglie come protagonista di Vacanze Romane al fianco di Gregory Peck. Il film, girato in gran parte tra via Margutta, piazza di Spagna e la Bocca della Verità, esce nel 1953 e vale ad Audrey Hepburn il Premio Oscar come migliore attrice protagonista. Roma, città simbolo del film, resta luogo di pellegrinaggio per i suoi ammiratori, anche durante eventi pubblici come il Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni. Un anno dopo arriva Sabrina di Billy Wilder, che la affianca a Humphrey Bogart e William Holden e la mette in contatto con Hubert de Givenchy, costumista a cui legherà gran parte del proprio guardaroba cinematografico e privato.
Da Funny Face a My Fair Lady: il decennio dei classici
Tra il 1957 e il 1964 Hepburn interpreta i film che la consegnano alla memoria collettiva. Funny Face di Stanley Donen la vede danzare al fianco di Fred Astaire nei panni di una libraia parigina trasformata in modella. Nel 1961 esce Colazione da Tiffany di Blake Edwards, dove veste i panni di Holly Golightly e indossa il celebre tubino nero firmato Givenchy che diventerà uno degli abiti più riprodotti della storia del cinema. Il 1964 segna l’uscita di My Fair Lady, l’adattamento di George Cukor dal musical di Lerner e Loewe, in cui Audrey presta il volto a Eliza Doolittle, mentre la voce nei numeri musicali viene sostituita da Marni Nixon. La sua influenza sulla rappresentazione della moda al cinema continua a essere riconosciuta in pellicole più recenti come Il Diavolo veste Prada 2.
Vita privata, ritiro dalle scene e missione UNICEF
Audrey Hepburn sposa l’attore americano Mel Ferrer nel 1954: dalla loro unione nasce nel 1960 il figlio Sean. Dopo il divorzio, nel 1969 sposa lo psichiatra italiano Andrea Dotti, da cui avrà nel 1970 il secondo figlio Luca. Diradate le apparizioni davanti alla macchina da presa nel corso degli anni Settanta, dedica gli ultimi anni della propria vita all’UNICEF, di cui diventa Ambasciatrice di Buona Volontà nel 1988. Le sue missioni la portano in Etiopia, Sudan, Bangladesh e Somalia. Si spegne il 20 gennaio 1993 a Tolochenaz, in Svizzera, all’età di sessantatré anni, per un cancro al colon.
Una eredità che continua nel 2026
A novantasette anni dalla nascita, l’immagine di Audrey Hepburn rimane stampata nella cultura popolare. Le retrospettive nelle cineteche italiane proiettano le copie restaurate dei suoi film più celebri; case d’asta come Christie’s e Sotheby’s continuano a battere oggetti di scena e abiti firmati Givenchy provenienti dalla sua eredità; case di moda riprendono regolarmente il suo guardaroba come riferimento per le sfilate di alta moda. Il Comune di Roma ha intitolato a lei un giardino sul Lungotevere Flaminio nel 2017, mentre la cittadina svizzera di Tolochenaz ne conserva la tomba al cimitero comunale, meta di visitatori provenienti da tutto il mondo. Le tappe del suo lavoro umanitario riportano l’attenzione sul valore della memoria storica e archeologica che la cultura italiana continua a difendere.
Le celebrazioni del 4 maggio 2026 includono proiezioni programmate in diverse sale italiane di Vacanze Romane e Colazione da Tiffany, mentre l’Audrey Hepburn Children’s Fund ha annunciato per il pomeriggio una raccolta benefica online destinata ai progetti UNICEF nei Paesi colpiti dalle attuali emergenze alimentari.
